ASCOLI PICENO – Ad Ascoli Piceno negli ultimi giorni si discute sulla tematica dei rifiuti, della loro gestione e la raccolta differenziata.

Il Partito Democratico ascolano ha diramato una nota a riguardo effettuando un sondaggio fra i cittadini.

“Dopo quelli che hanno accompagnato le feste con lo slogan ‘Noi ci siamo, cambiare si può’, in questi giorni sono apparsi sui muri della città dei manifesti del Pd che recitanoVogliamo la differenziata, rispettiamo l’ambiente e riduciamo le tasse’Dopo i proclami che durano da anni, la distruzione della nostra partecipata Ascoli Servizi Comunali e la perdita della discarica comunale ad oggi non è iniziata la raccolta differenziata in città. Uno scandalo che ci mette alla berlina rispetto a tanti altri comuni limitrofi e capoluoghi di provincia più avanzati. I manifesti affissi nascono anche a seguito di una campagna di ascolto ed informazione del Pd Ascoli”.

Il gruppo consiliare afferma:  “In occasione di banchetti informativi per strada ed interviste on line il Pd di Ascoli Piceno ha proposto alla cittadinanza un questionario con 10 domande in materia di raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti: un’occasione di crescita in cui circa 500 cittadini hanno mostrato disponibilità e forte spirito collaborativo, fornendo risposte e utili spunti di riflessione”.

Secondo quanto affermato nella nota il Pd Ascoli dichiara: “Dalla lettura dei risultati emerge un quadro molto critico nei confronti dell’attuale operato dell’Amministrazione; infatti, sebbene i cittadini ascolani siano lodevolmente attivi o vogliono cimentarsi nell’effettuare quotidianamente la raccolta differenziata, i risultati conseguiti dalla ‘gestione Castelli’ sono scarsi e deprimenti per Ascoli Piceno che continua ad attestarsi a percentuali di raccolta differenziata  molto inferiori al minimo di legge, rimanendo il fanalino di coda dell’intera provincia con il suo imbarazzante 44%”.

Il Pd Ascoli prosegue: “Alla luce delle risposte al questionario, gli ascolani appaiono bendisposti ad essere attori responsabili nella gestione dei rifiuti, per motivazioni sia ambientaliste che economiche; tuttavia il 49% degli intervistati ha ammesso di avere molte difficoltà nell’effettuare la differenziata. Problemi di spazio per lo stoccaggio dei contenitori e dubbi sul dove conferire i rifiuti sono le principali cause che demoralizzano. A conferma di questo dato è emerso un quadro allarmante circa la scarsa conoscenza che i cittadini hanno sul corretto conferimento di alcune tipologie di imballaggi di uso comune: ad esempio solo il 43% degli intervistati ha risposto correttamente alle 3 domande di tipo tecnico (dove conferire il tetrapack, il polistirolo e cos’è il compostaggio), segno di scarsa qualità delle campagne informative attuate dal Comune e dal Gestore Rifiuti”.

Il gruppo consiliare ascolano afferma: “Infine, alla domanda sugli oneri di raccolta e smaltimento dei rifiuti, è emerso che l’85% degli intervistati ha percepito un significativo aumento della Tari nell’ultimo triennio. Aumento non giustificato considerato il continuo procrastinare dell’avvio della raccolta porta a porta e gli scarsi risultati fin’oggi ottenuti.”.

“Il tempo dell’attesa è finito – afferma il capogruppo Francesco Ameli – e al centro devono tornare gli interessi dei cittadini e del nostro territorio; territorio che appare oggi duramente provato dal punto di vista ambientale e sul quale gravano numerose discariche, in gran parte esaurite e in attesa di bonifica”.

“L’unico dato positivo – conclude Ameli – che emerge è l’atteggiamento costruttivo della maggior parte degli ascolani: il 70% degli intervistati ritiene utile premiare i comportamenti virtuosi di chi si impegna, segno che i cittadini vogliono essere parte attiva nel cambiamento dall’epoca dei rifiuti all’epoca delle risorse. A tal proposito il Pd nell’ultimo anno ha spinto sull’acceleratore verso un nuovo modello di società che incentivi la riduzione dei rifiuti, il riuso dei beni e il riciclaggio, facendo tendere a zero il conferimento in discarica, proprio come proposto nella strategia internazionale Rifiuti Zero”.

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