TERAMO – Un vero e proprio tsunami ha colpito le campagne abruzzesi con quasi 1 milione di piante d’olivo abbattute, terreni agricoli franati e vegetazione sconvolta.

E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti nell’ambito della mobilitazione degli agricoltori e degli allevatori colpiti dal terremoto e dal maltempo in Abruzzo che si sono incontrati con il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

“Con lo scioglimento della neve – informa la Coldiretti – appaiono in tutta la loro drammaticità gli effetti del terremoto e delle nevicate che hanno provocato danni ad almeno 5mila aziende agricole. Non solo stalle crollate e case scoperchiate, ma anche danni gravissimi sono stati inferti al territorio dalle precipitazioni nevose che in alcune zone hanno raggiunto i tre metri, seppellendo alberi e coltivazioni in campo. Anche gli olivi – informa la Coldiretti – hanno fatto le spese dell’ondata di neve e gelo e ci vorranno quattro o cinque anni, in molte zone, prima che le nuove piante, in sostituzione di quelle abbattute, siano in grado di produrre, non garantendo reddito, in tale periodo, agli olivicoltori abruzzesi”.

“Oltretutto – precisa la Coldiretti – si tratta di varietà pregiate di olivi che, in buona parte erano destinati a fornire olio extravergine d’oliva delle denominazioni d’origine protetta regionali: Aprutino Pescarese, Colline Teatine e Colline Teramane. Ma terremoto e maltempo – conclude la Coldiretti – hanno provocato anche un generale dissesto del territorio con ettari di terreno agricolo fertile franato che, non essendo più stabile, non consentirà per anni la normale coltivazione”.

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