ASCOLI PICENO – Nel pomeriggio del 20 febbraio si è svolta l’assemblea dei sindaci del Piceno con all’ordine del giorno numerose ed importanti problematiche, tuttora aperte, dovute alla straordinaria doppia emergenza terremoto e neve verificatasi nel mese di gennaio scorso.

Una riunione fortemente voluta dal Presidente della Provincia di Ascoli, Paolo D’Erasmo, raccogliendo le sollecitazioni dei primi cittadini.

Presenti i sindaci di Monteprandone, Monsampolo, Acquaviva Picena, Force, Castorano, Spinetoli, Offida, Ascoli, Comunanza, San Benedetto, Cossignano, Montefiore dell’Aso, Montemonaco, Palmiano, Appignano del Tronto e Venarotta.

Assenti Errani, Curcio ma anche esponenti della Regione Marche.

Ha preso la parola il presidente D’Erasmo: “Ho esteso anche l’invito al Consiglio dei Ministri e a Vasco Errani. Oggi convocazione d’urgenza dopo gli eventi drammatici dei sisma e della neve. Molti hanno sollecitato la necessita di vederci per fare il punto della situazione. Viviamo un momento difficilissimo. Molti sindaci hanno proposto di analizzare la situazione creatasi dopo il 24 agosto. Al fine di migliorare e risolvere alcune problematiche che ci sono nel decreto. Alcuni sindaci hanno proposto una bozza. Alcuni Comuni hanno trovato somma di urgenze e danni: siamo a 38 milioni di euro ma a cifra è destinata a superare i 50 milioni di euro in considerazione sia degli interventi di somma urgenza effettuati che di quelli relativi al ripristino delle strade o altre situazioni strutturali. La sola Provincia di Ascoli Piceno ha sostenuto spese per 2 milioni e 750 mila euro per fronteggiare l’emergenza neve. I Comuni invieranno alla Provincia una ricognizione distinguendo le tipologie di spese sostenute che formeranno oggetto di richiesta di risorse per lo stato di emergenza. Inoltre 16 mila utenze non hanno avuto il servizio Enel durante la nevicata. La Provincia e i Comuni daranno sostegno all’iniziativa della Regione che ha inviato una diffida alla società di distribuzione dell’energia elettrica oltre ad intraprendere la strada di richiesta di risarcimento danni. Si richiedono inoltre investimenti per la manutenzione della rete elettrica locale e la ricostituzione di presidi fissi di squadre di pronto intervento sul territorio. Penso sia corretto affrontare insieme il problema”.

Parola ai sindaci. Fa da portavoce Sara Moreschini (Appignano): “Abbiamo buttato giù un documento. Pensavamo di avere altri interlocutori come Errani e Curcio ma non ci sono. L’assenza ci fa pensare ma non mancheremo di dirglielo. Qui dentro si parla del sisma che ha colpito quattro province. Abbiamo la necessita di essere aiutati e avere un buon apparato normativo. Oltre al sisma che ci ha sconvolto si sono susseguiti maltempo e la mancanza di energia elettrica. Anche delle telecomunicazioni. Tralicci Enel e Telecom mancavano di una manutenzione ordinaria. Il servizio pubblico è stato fatto male. Pensiamo solo alla Protezione Civile che ci ha lasciato sbalorditi. Negli anni si è verificato un continuo taglio e ci troviamo a fare piani di emergenza da soli, a costo zero. Li abbiamo preparati ma non abbiamo i mezzi. Noi primi cittadini siamo esposti a rischi e siamo i primi a essere giudicati per scelte poco ponderate o sbagliate. Altro grave problema è stato il servizio idrico. Le scosse hanno creato lesioni. C’e una grande opera da fare. Anche qui sono accaduti sottoservizi. Sarebbe bello, inoltre, dare la possibilità agli alunni di continuare l’anno scolastico allungato o recuperare nel pomeriggio. Si è istituita una conferenza permanente regionale che si occupa di come fare queste opere pubbliche. Bisogna anche dare una mano alle attività produttive. Esenzioni ticket e sgravi fiscali sono necessari. Poi quando saremo tutti d’accordo, invieremo ciò alla Protezione Civile Nazionale”.

Un resoconto condiviso e confermato anche dagli altri primi cittadini presenti nell’assemblea.

Guido Castelli (Ascoli) è stato piuttosto polemico: “Bisogna corredare la riflessione con altri elementi. Avremmo preferito che ci fossero stati anche Errani e Curcio. Comunque glielo dirò anche Ceriscioli (Presidente della Regione Marche), assente anche lui oggi nonostante più volte Errani ha detto di parlare con lui. Non dobbiamo ovattare e strumentalizzare: dobbiamo parlare direttamente con la Regione, principale interlocutore”.

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