ASCOLI PICENO – “Un incontro importante e significativo, che ha visto Massimo Gandolfini proporre una riflessione su dati che non sono religiosi ma che sono direttamente attinti dalle neuroscienze”.

Così il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli parla del convegno “Gender: dalla scienza alla ideologia” organizzato nel capoluogo piceno dall’Associazione medici cattolici italiani alla presenza anche del vescovo Giovanni D’Ercole.

“Abbiamo puntato a dare informazioni- prosegue Castelli- rispetto a quello che è il diritto-dovere dei genitori di scegliere quali siano gli argomenti, dal punto di vista dell’educazione e della formazione, che in coscienza è giusto proporre ai ragazzi”.

Il primo cittadino ascolano ha voluto entrare nel merito di una questione particolarmente delicata: “Tutti coloro che fanno parte del sistema educativo hanno l’obbiligo di informarsi e di scegliere- continua Castelli- se certe impostazioni culturali e ideologiche, come quelle sottese all’ideologia Gender, possano essere accettate per i propri figli”.

Secondo la cultura Gender non esiste un’identità sessuata in capo agli uomini e alle donne, ma esistono solo gusti sessuali rispetto ai quali “dobbiamo flettere la realtà. Per questo motivo- aggiunge il sindaco- è necessario dare giuste indicazioni in maniera tale che tutti possano valutare quale sia l’impostazione culturale da fornire ai propri figli. La modernità porta con sè sconvolgimenti antropologici- chiosa Castelli- sui quali, comunque la si pensi, ciascuno deve poter essere informato. Educare i proprio i figli non è solo un diritto ma un preciso dovere di cui parla la nostra costituzione”.

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