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MONTEMONACO – Non c’è Casa Gioiosa senza spine. L’opposizione consiliare di Montemonaco, dopo gli approfondimenti di PicenoOggi.it, propone una interrogazione consiliare nella quale chiede la “convocazione di un consiglio comunale avente all’ordine del giorno dei chiarimenti sulla delibera di giunta 104 del 22 dicembre 2016 con la quale si tentava di disciplinare un contratto di comodato d’uso per Casa Gioiosa”. Come si ricorderà Casa Gioiosa è una struttura di proprietà della diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto che a partire dallo scorso mese di novembre ha ospitato i cittadini di Montemonaco costretti ad abbandonare le loro case dopo il terremoto, assieme a uomini delle forze dell’ordine e dei corpi di soccorso.

Scrive il gruppo Patto per il Cambiamento, composto dai consiglieri Lorena Bei, Massimo Perticarà e la capogruppo Francesca Grilli: “Vogliamo sapere per quale motivo il comune sia intervenuto in una trattativa con la curia che non competeva all’ente” riferendosi al fatto che le relazioni per il rimborso degli ospiti avvengono normalmente tra la Regione Marche e i proprietari delle strutture ospitanti senza mediazione dei Comuni. Con la richiesta di comodato d’uso gratuito l’Amministrazione Comunale di Montemonaco chiedeva appunto l’uso di Casa Gioiosa con il pagamento di 7 mila euro per “mancati guadagni” fino al 31 dicembre e altra cifra da concordare successivamente fino al successivo 31 maggio. La proposta non è stata però sottoscritta dall’allora responsabile di Casa Gioiosa, don Federico Pompei.

Nella delibera del 22 dicembre si leggono, secondo l’opposizione, “vizi amministrativi, inesattezze, contraddittorietà di termini, promiscuità e commissione di interventi del sindaco quale componente di organo deliberante e, insieme, anche di responsabile di uffici deputati alla gestione“. Ad esempio si confonde la diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto con quella di Ascoli. La Curia, secondo quanto scritto nella delibera di giunta “ha manifestato la propria volontà di concedere in comodato d’uso gratuito tale struttura al Comune di Montemonaco per l’alloggio di quanti sono stati colpiti dal terremoto e di quanti, a qualsiasi titolo, collaborano con il Comune di Montemonaco per fornire aiuto ed assistenza alle vittime del terremoto”. Peccato che dopo questa presunta manifestazione non sia stata apposta una firma conseguente, pur richiesta dal sindaco Onorato Corbelli a don Federico Pompei.

I consiglieri di minoranza scrivono nell’interrogazione: “Formulare al sindaco e alla giunta comunale a provvedere sollecitamente e senza indugio all’annullamento della deliberazione della giunta comunale numero 104 del 22 dicembre 2016” e “di invitare, nel contempo, la Giunta comunale ad adottare atto di propria competenza per meglio definire gli aspetti finanziari conseguenti il limitato utilizzo della predetta struttura ricettiva conformemente a quanto contenuto nel presente atto d’indirizzo”.

 

 

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