ROMA – Nelle zone del centro Italia colpite dal sisma, proseguono le attività di salvaguardia del patrimonio artistico e culturale iniziate nei giorni successivi al terremoto del 24 agosto e intensificatesi dopo i nuovi eventi sismici.

La verifica delle condizioni del patrimonio culturale e l’organizzazione delle complesse attività di rilievo del danno, di messa in sicurezza e di recupero di beni mobili danneggiati si svolgono sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Artistiche e del Turismo (Mibact) e sono effettuate da squadre di tecnici composte da esperti Mibact, Vigili del Fuoco, personale del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e volontari specializzati nelle attività di recupero dei beni culturali.

Sulla base delle segnalazioni ricevute dal territorio, dall’inizio dell’emergenza sono stati svolti circa 4.500 sopralluoghi per verificare danni e per valutare, su chiese e edifici di particolare interesse storico e artistico, gli interventi di messa in sicurezza necessari, quali puntellamenti, protezione e/o recupero dei beni mobili.

Per quanto riguarda in particolare le valutazioni di agibilità delle chiese, nelle quattro regioni interessate dalla sequenza sismica sono stati effettuati 3.785 sopralluoghi dall’inizio dell’emergenza. A seguito delle ultime scosse sismiche di gennaio, Ad oggi risultano agibili il 21% delle chiese e inagibili il 53%, mentre il 20%, sono agibili con provvedimenti di intervento. Infine, il restante 6% riguarda edifici di culto parzialmente agibili, inagibili per cause esterne, inagibili temporaneamente.

Sono oltre 13 mila i beni culturali mobili (tele, statue, arredi sacri, campane, quadri, pale d’altare) recuperati da 329 siti (chiese, palazzi storici, musei) a cui si aggiungono 5 mila beni librari e 2600 metri lineari di archivi storici di materiale d’archivio.

Ad oggi, circa 450 interventi di messa in sicurezza di beni vincolati da parte di Vigili del Fuoco, Mibact, Diocesi e Comuni sono stati portati a termine o sono ancora in corso. Le attività riguardano in particolare chiese, campanili, torri, santuari, alcuni dei quali rientrano tra i beni prioritari e comprendono anche i beni immobili prioritari, le cui opere di messa in sicurezza sono seguite direttamente dal Mibact e dai Vigili del Fuoco.

Prosegue inoltre anche l’attività di selezione delle macerie rimosse, che vengono classificate in tre tipologie: beni tutelati (di tipo A), edilizia storica (di tipo B), edifici privi di interesse culturale (di tipo C). Presso i siti di deposito temporaneo delle macerie, appositamente individuati dalle Regioni, esperti del Mibact supervisionano le operazioni di rimozione e stoccaggio, selezionando gli elementi di pregio storico-artistico, con il supporto del volontariato di protezione civile.

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