ASCOLI PICENO – Cambio di orario per i lavoratori della Maflow Brs di Ascoli Piceno: decisione ratificata dai lavoratori dopo che il precedente accordo sul cambio di orario era stato siglato appena lo scorso dicembre. Scrivono i sindacati Cgil, Cisl e Uil: “L’Accordo è stato faticosamente ma positivamente concluso, partendo dalla consapevolezza che si dovesse provare a determinare le condizioni, per governare congiuntamente la necessità di flessibilità del mercato, con un sensibile aumento dei volumi produttivi, con i diritti dei lavoratori, anche durante una crisi devastante come quella attuale ed in un settore difficile come quello dell’automotive, con realismo, ma anche nel rispetto e con la considerazione dei lavoratori (le cosiddette risorse umane), da parte dell’azienda, come, appunto, risorse e non come un problema e solo un costo”.

“E’ del tutto evidente che tutto si tiene se c’è un sistema di relazioni sindacali corretto e trasparente, se c’è il pieno rispetto e riconoscimento della Rappresentanza Sindacale ed un continuo confronto e partecipazione nella costruzione delle scelte – continua la nota – L’accordo denota, infatti,  che è possibile e necessario continuare a fare contrattazione ed accordi, tenendo conto delle singole specificità aziendali, in qualsiasi situazione e su tutti i temi oggi sul tappeto, rispetto alle modalità con cui affrontare la competitività del mercato, senza ricorso a “scorciatoie”, ma con grande senso di responsabilità, attraverso il coinvolgimento dei lavoratori ed investendo sia in ricerca ed innovazione, che, soprattutto, sulle risorse umane”.

“Nel merito, si tratta di un orario che prevede un incremento dello sfruttamento degli impianti, attraverso 4 giorni di lavoro e 2 di riposo (ciclo continuo) e la trasformazione a tempo indeterminato, dopo quelli stabilizzati con l’accordo di dicembre 2016, di ulteriori lavoratori che erano in forza a tempo determinato – si legge – Aspetto, quest’ultimo, in un territorio dove la crisi pare non finire mai, che si spera sia almeno un segno che ridia fiducia e speranza di un’inversione di tendenza e, complessivamente, fa risaltare il fatto che, quando c’è la volontà di affrontare le problematiche con un’ottica di sviluppo e di corrette relazioni sindacali, viene fugato ogni dubbio circa la inutilità di agire esclusivamente sulla leva dei diritti e sul salario dei lavoratori”.

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