ROMA – I voucher vanno salvati e non ulteriormente burocratizzati in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso come dimostra anche l’aumento dell’1,6% delle ore lavorate nel quarto trimestre del 2016 rispetto all’anno precedente, secondo l’Istat.

E’ quanto afferma la Coldiretti che in riferimento al testo unificato sui voucher adottato dal Comitato ristretto della Commissione Lavoro della Camera sottolinea che in agricoltura non si sono verificati gli abusi degli altri settori anche perché nelle campagne i beneficiari possono essere soltanto pensionati e giovani studenti, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali.

“I voucher – sottolinea la Coldiretti – sono stati introdotti inizialmente sperimentalmente per la vendemmia nel 2008 per riconoscere le caratteristiche di stagionalità e tempestività del lavoro in agricoltura ma ora hanno perso radicalmente la loro connotazione agricola a seguito della progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio. In agricoltura – conclude la Coldiretti viene impiegato appena l’1,09% del totale dei voucher sulla base dei dati relativi al primo semestre del 2016”.

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