ASCOLI PICENO – Un gioiello dell’arte e della cultura ascolana restituito alla città: una bella notizia, quella della riapertura del Teatro dei Filarmonici, in occasione delle Giornate Fai del 25 e 26 marzo.

Di seguito, il video di Arengo Tv e quindi una breve descrizione della storia e dell’architettura del Teatro tratta da Wikipedia.

ECCO A VOI IL "NUOVO" TEATRO FILARMONICIGIORNATE FAI DI PRIMAVERA25/26 MARZO 2017Il teatro ottocentesco fu costruito su disposizione della Società dei Filodrammatici fondata dal Conte Orazio Piccolomini composta da nobili ascolani. Internamente presenta sculture di Giorgio Paci, artista locale, con stucchi ornamentali e decorazioni, due ordini di palchi ed un loggione. Adattato nel 1917 a sala cinematografica fu acquistato dal Comune nel 1994 e chiuso per inagibilità. Nell'immaginario collettivo della città rappresenta "il cinema" per antonomasia, essendo molti ricordi dei cittadini legati a questa sala di proiezione. Si riapre al pubblico interamente restaurato e restituito alla sua funzione originaria di teatro per la prima volta nelle GFP 2017.

ArengoTV 发布于 2017年3月23日

Il teatro è stato costruito tra il 1829 ed il 1831, nelle vicinanze della sede dell’Accademia dei Filodrammatici di Ascoli, da cui prese la prima denominazione. La Società dei Filodrammatici era nata grazie all’iniziativa del conte Orazio Piccolomini, nobile proveniente di Siena animato da una vivace passione per l’arte teatrale che la presiedeva e che, in seguito, divenne anche governatore della città nel 1846. Fu inaugurato l’11 gennaio 1832 dai Filodrammatici, ma il suo spazio risultò avere una capienza modesta ed insufficiente, così, ben presto, si raccolsero i fondi necessari per il suo ampliamento, affidandone il progetto al professore Ignazio Cantalamessa e all’ingegnere Gabriele Gabrielli.

La Societa dei Filodrammatici si sciolse nel 1860 ed il teatro fu gestito dall’Amministrazione comunale ascolana fino al 1897, anno in cui fu acquistato dalla Società Filarmonica Ascolana che lo ristrutturò completamente, cambiandogli il nome in Teatro dei Filarmonici. In seguito, nell’anno 1917, fu comprato dalla famiglia Marini che lo destinò a proiezioni cinematografiche e poi ne cedette la proprietà al Comune nel 1994. L’edificio è attualmente chiuso per restauro.

Il teatro presenta la tipica forma a ferro di cavallo. Ha una capienza di circa 400 posti, distribuiti tra la platea, due ordini di palchi e un loggione. L’interno è stato decorato dallo sculture Giorgio Paci e presenta stucchi ornamentali, decorazioni a cassettoni e figure pittoriche. Otto medaglioni con cupidi ornano la fascia che circonda la volta dello scomparto centrale.

La facciata si presenta nella parte bassa a bugnato con tre porte d’ingresso che danno l’accesso all’atrio, mentre la parte più alta ha tre finestre archivoltate

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