ANCONA – Sicurezza della filiera alimentare e benessere degli animali: sono le due direttrici lungo le quali si è sviluppata l’attività dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria Marche (Izsum) nel corso del 2016. Attività che ha riguardato anche la gestione degli aspetti veterinari legati al terremoto dell’Italia centrale.

In video conferenza da Palazzo Raffaello, la vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, ha partecipato alla riunione dell’Istituto per l’approvazione del consuntivo del Piano aziendale 2016 e del Piano 2017. In collegamento anche l’assessore dell’Umbria, Luca Barberini e, per l’Izsum, il presidente Paolo Lilli.

“L’Istituto è stato coinvolto, fin dai primi eventi calamitosi, nella gestione della fase emergenziale – ha sottolineato Casini – Insieme agli altri enti interessati, ha svolto un prezioso lavoro di supporto ai settori agro-zootecnico e agro-alimentare per garantire la ripresa e la continuità produttiva delle aziende, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza alimentare e di salute degli animali”. Tra i risultati conseguiti dall’Izsum va segnalato l’istituzione del nuovo Centro di referenza nazionale rinotracheite infettiva del bovino (IBR) conferito dal ministero della Salute.

Nelle Marche, in particolare, ha effettuato investimenti nella nuova sezione territoriale di Ancona, nella manutenzione straordinaria sulla sezione di Fermo e finanziato gli interventi relativi alla ristrutturazione della sezione di Pesaro, mentre è il programma, a Perugia, la realizzazione della nuova Officina Farmaceutica per la produzione di “vaccini stabulogeni”.

Scelta, quest’ultima, ha detto Casini, “di grande valore per contrastare il fenomeno della resistenza agli antibiotici: attraverso la profilassi indiretta, possibile con questa tipologia vaccinale, si garantisce la competitività degli allevamenti, il benessere animale, la qualità delle carni, contrastando la selezione di popolazioni batteriche resistenti agli antibiotici”.

Casini ha sottolineato “gli ottimi risultati conseguiti con gli otto progetti obiettivo nel 2016” che hanno riguardato, tra l’altro, la contaminazione degli alimenti animali, la sorveglianza delle zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all’uomo), i farmaci veterinari e la farmaco sorveglianza, l’emergenza epidemica, il registro tumori animale.

Altri settori che hanno impegnato l’Istituto sono riconducibili alla popolazione di cinghiali presenti nelle Marche (per gli aspetti sanitari e genetici), insieme alla collaborazione con la Regione in merito al Piano di sviluppo rurale e alla Strategia delle aree interne

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