CASTORANO – La valorizzazione di Castorano attraverso le sue aziende vitivinicole. Grazie a un accordo tra il Comune, la Camera di Commercio e la Cna, 5 piccole cantine diventano ambasciatrici del territorio.

“Se Castorano è conosciuto all’estero è grazie a loro. Sono la nostra ricchezza”, ha commentato l’assessore Graziano Fanesi.

Cantine piuttosto giovani, nate alle soglie del 2000, ma che si sono contraddistinte sin da subito per aver puntato alla qualità.

“Il Sindaco di Castorano, Danile Claudio Ficcadenti, ha saputo cogliere questa grande opportunità – ha commentato Francesco Balloni della Cna – Per promuoversi, partecipare a delle fiere, occorre mettere in campo diverse risorse economiche. Grazie alla variazione di statuto dell’associazione abbiamo potuto aprire a piccole e medie imprese e non solo di artigianato. Cerchiamo così di aiutare chi fa produzione, trasformazione e vendita, puntando alla qualità”.

Con voto favorevole all’unanimità di tutta la giunta, la Camera di Commercio ha deciso di aiutare Castorano e le sue imprese.

“Abbiamo già contribuito alla loro presenza al Cerea a inizio aprile e i prossimi appuntamenti saranno a Faenza, Roma e Milano – continua Gino Sabatini della Camera di Commercio di Ascoli Piceno – Siamo già in contatto con il Camerun e a breve partirà il primo pallet di vini. Inoltre valorizzeremo il premio di poesia di settembre con un evento internazionale con i piccoli produttori di vino: ci collegheremo con la Camera di Commercio francese. Poi promuoveremo le aziende a livello turistico. I risultati di un’indagine parlano chiaro: i turisti vengono nel piceno per la cultura, l’enogastronomia, il territorio e il mare. E proprio in quest’ordine. Dobbiamo cercare, per questo, di far dialogare tra di loro tutte queste realtà”.

Le cinque aziende coinvolte in questo progetto sono: l’azienda agricola Valter Mattoni; l’azienda agricola di Aldo Giacomi; l’azienda agricola di Maria Letizia Allevi; l’azienda agricola di Clara Marcelli; l’azienda agricola di Irene Cameli.

Ma la Camera di Commercio e la Cna intendono aprire a tutte quelle piccole realtà del territorio che producono un vino di qualità ma non in grandi volumi che servirebbero, invece, per far parte del Consorzio Piceno.

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