ASCOLI PICENO – “Uno schiaffo alla democrazia e all’Articolo 75 della Costituzione”. E’ duro il commento della segretaria provinciale di Ascoli della Cgil Paola Giovannozzi sull’approvazione dei cosiddetti “prestO”, che reintroducono i tanto contestati voucher. “Per questo la Cgil ha indetto per il 17 giugno a Roma una manifestazione straordinaria ed urgente, perché in ballo ci sono argomenti senza precedenti nella democrazia italiana”.

Giovannozzi contesta innanzitutto il metodo: “La Cgil aveva raccolto 4 milioni e mezzo di firme per poter fare esprimere i cittadini italiani, attraverso un referendum, su argomenti delicati riguardanti il lavoro, tra cui appunto l’eliminazione dei voucher. Dopo il via libera della Corte Costituzionale a 2 dei 3 quesiti, fu infatti bocciato quello che mirava all’abolizione del Job Act, e che aveva fissato per il 28 maggio la data della consultazione referendaria, il 21 aprile la Camera convertiva il decreto legge che aboliva i voucher, rendendo così nullo il referendum. Si disse che non si voleva dividere il Paese in un momento tanto delicato. Ed invece il 27 maggio la Commissione Bilancio cosa fa? Reintroduce i voucher. Una vergogna: il Parlamento, di fatto, non ha abrogato i voucher ma ha abrogato il referendum”.

Ma la segretaria entra anche nel merito di questi nuovi voucher: “Innanzitutto non si definisce cos’è un lavoro occasionale, ma solo il massimo compenso percepibile con questo nuovo/vecchio strumento, pari a 5.ooo euro. In più permette l’utilizzo a tutte le aziende che non abbiano più di 5 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, la stragrande maggioranza delle imprese operanti nel Piceno, ed estende anche alle aziende agricole la possibilità di impiego dei voucher. Chi fino ad oggi aveva un contratto stagionale, in agricoltura o nelle tante attività turistiche della provincia, riusciva poi ad accedere al sussidio di disoccupazione, cosa che gli verrà invece negata se verrà retribuito con i voucher non raggiungendo la soglia minima di contribuzione. Ed effetti fortemente negativi si avranno anche a fini pensionistici. Si verrà a creare una serie di disuguaglianze a cui farne le spese saranno i lavoratori, sempre più sfruttati e senza la possibilità di ribellarsi. Per questo siamo pronti ad impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale non appena sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale”.

La Cgil ha anche lanciato una petizione contro la reintroduzione dei voucher, sottoscrivibile online sul sito del sindacato o fisicamente in una delle sedi locali, che verrà consegnata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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