ASCOLI PICENO – Attraverso un comunicato stampa, qui riportato, i  Comitati tutela colline picene, Tutela del Bretta e CiRifiutiAmo, analizzano e criticano la situazione della discarica Geta nella valle del Bretta: Il 20 giugno scorso i Sindaci approvavano – in Comitato ristretto – il documento preliminare al Piano provinciale dei rifiuti (il cosiddetto Piano d’ambito), rinunciando ad affrontare la questione della futura discarica per rifiuti urbani.
Il giorno dopo la Provincia di Ascoli rilasciava l’autorizzazione alla società privata Geta per l’apertura di una nuova vasca per rifiuti speciali (pericolosi e non) nella valle del Bretta ai piedi del Parco del monte dell’Ascensione.

Ma la discarica Geta non ospita solo rifiuti speciali: grazie alle ordinanze emergenziali della Provincia, dal gennaio 2015 vi sono stati accumulati anche i comuni rifiuti urbani; questo per dare il tempo ai sindaci dell’ATA di adottare il nuovo piano d’ambito e – dopo la chiusura di Relluce – individuare un altro sito idoneo per la discarica. Ma trascorsi due anni, nel novembre 2016, i Sindaci non trovano altra soluzione che continuare a portare i rifiuti urbani alla Geta e solo un problema tecnico (la non validità delle fideiussioni della Geta) impone il trasporto fuori Provincia. Ma presto i rifiuti torneranno alla Geta per almeno altri due anni, sempre con la motivazione che questo tempo servirà ad approvare il Piano d’ambito.

Stupisce innanzitutto come il Sindaco Castelli, che si è sempre dichiarato contrario all’ampliamento della Geta, abbia dapprima consentito la modifica del Piano Regolatore Generale aggiornando la destinazione d’uso del sito della quarta vasca Geta da zona agricola ad area idonea per impianti di discarica e, successivamente, non abbia espresso parere negativo in qualità di autorità sanitaria, come aveva fatto per una analoga richiesta presentata dalla IPGI, proprietaria di un impianto di discarica nella medesima Valle del Bretta. Le criticità esistenti nella Valle, con “particolare riferimento agli aspetti della viabilità”, già rilevate a suo tempo da Castelli, non sono infatti state risolte, e l’ampliamento della Geta contribuirà senz’altro ad aggravarle.

Ma ancora di più stupisce come il Presidente della Provincia D’Erasmo, nel momento in cui è costretto ad eliminare la discarica Geta dal documento preliminare sul piano d’ambito a causa dell’opposizione di alcuni Sindaci e della cittadinanza conceda, con una tempestività che lascia molto perplessi, l’autorizzazione alla Geta per la quarta vasca senza tenere nella dovuta considerazione le numerose e circostanziate osservazioni presentate da tutti i soggetti interessati e, in particolare, dai Comitati dei cittadini.

Abbiamo più volte denunciato pubblicamente la situazione di degrado dell’Alto Bretta, sede della discarica, confermata dai sopralluoghi delle autorità competenti. In particolare, nelle nostre osservazioni alla procedura di autorizzazione, abbiamo rilevato forti criticità ambientali in considerazione della vicinanza del sito (poche centinaia di metri) alla discarica IPGI, dismessa da anni e mai messa in sicurezza, come segnalato più volte anche dalle autorità preposte alla sicurezza e tutela ambientale.
Abbiamo anche segnalato che la discarica Geta ricade in parte all’interno dell’area di tutela del Torrente Bretta, e comunque a ridosso del sito di interesse comunitario (SIC) e zona di protezione speciale (ZPS) Monte dell’Ascensione; per la ZPS, inoltre, esiste un progetto di ampliamento per il particolare valore ambientale dovuto alla presenza di specie ed habitat protetti dalle direttive europee. La stessa Geta dichiara di notevole interesse il territorio circostante la discarica, in quanto si tratta di un ambiente calanchivo estremamente dinamico che merita una grande attenzione dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Non certo il luogo ideale per una mega discarica di rifiuti speciali e pericolosi!

Per quanto riguarda la viabilità, abbiamo denunciato che un tratto della strada che porta alla Geta, la SP 116 – Vallesenzana, è vietato al traffico degli autocarri o mezzi pesanti ai sensi dell’Ordinanza del Presidente della Provincia di Ascoli n. 869 del 13.04.1999 e solo grazie a successive deroghe provinciali si consente il transito degli automezzi che trasportano i rifiuti alla Geta.
Ciononostante, la stessa società afferma che il traffico aumenterà di 5 passaggi al giorno, passando dagli attuali 38 a oltre 42 passaggi. In relazione a tale impegno veicolare, nelle 8 ore di apertura della discarica i cittadini subiranno il passaggio di oltre 5 camion ogni ora, cioè un camion ogni 12 minuti.

 

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