SPELONGA – RisorgiMarche a Spelonga, frazione di Arquata del Tronto, ha registrato, il 25 giugno,  la presenza di oltre duemila partecipanti.

L’iniziativa musicale, organizzata sapientemente da Neri Marcorè, voleva richiamare l’attenzione su luoghi così fortemente colpiti dal sisma. Le persone che hanno scelto di partecipare al concerto di Niccolò Fabi (molto sensibile alla causa) si sono ritrovate a fare i conti con una situazione ancora complessa. Arquata capoluogo completamente distrutta, divenuta cumulo di macerie e i lavori nelle altre aree che vanno a rilento.

Ad Arquata del Tronto non è ancora rientrato nessun abitante, dopo la forzata evacuazione dell’intero comune montano dal 30 ottobre.

A breve, dopo l’assegnazione e la consegna delle chiavi, la popolazione di Pescara del Tronto occuperà, dopo nove mesi, le 26 SAE richieste dagli abitanti. Entro il 5 luglio, torneranno nel proprio territorio, alla ricerca di una normalità, a cui adeguarsi per ripartire.

Le altre aree, nelle quali si sta procedendo con l’installazione delle soluzioni abitative, la fine dei lavori e la consegna sono previste fra qualche mese. Borgo sembra essere l’area prossima alla consegna, dopo Pescara del Tronto.

Sembra esserci un divario tra le autonome iniziative di privati, che procedono a ritmi serrati, come la struttura realizzata dalla Curia, la scuola della Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, la caserma dell’Arma dei Carabinieri e quelle a carico delle Istituzioni preposte.

Soluzioni abitative: Dopo nove mesi, la popolazione arquatana attende di rientrare nelle casette di legno. Molti gli anziani che non sono abituati a temperature così alte, le famiglie con bambini, preoccupate di non avere un’abitazione prima dell’inizio dell’anno scolastico, gli allevatori e agricoltori che sono costretti a percorrere molti chilometri ogni giorno per governare il bestiame, più in generale chi vuole tornare a riappropriarsi del proprio spazio, della privacy e della propria intimità familiare.

Attività produttive e commerciali locali: Perchè le attività che, con enormi sacrifici, erano presenti ad Arquata prima del violento terremoto che ha distrutto i locali nei quali i titolari di tali attività lavoravano, non riescono ancora a riaprire, seppure con modalità diverse?

In un labirinto senza fine di cavilli burocratici, sono costretti a rimandare la riapertura, nonostante abbiano deciso di rimanere nel territorio di Arquata, pur essendo costretti a delocalizzare.

Le nuove attività economiche hanno iniziato, in tempi rapidi, il processo di costruzione delle strutture, come lo stabilimento della Tod’s di Della Valle che porterà occupazione, soprattutto per i più giovani, e prevede la conclusione dei lavori per il mese di Dicembre.

Sarebbe stato necessario, però, privilegiare chi ad Arquata aveva un’attività e, con coraggio e senso d’appartenenza, vuole tentare di portarla avanti.

Il mese di luglio è prossimo e, nella speranza che le SAE siano abitabili tra agosto e settembre, le attività commerciali e produttive sarebbero dovute essere già in grado di garantire il proprio servizio.

Continuano a emergere realtà di associazioni private che intendono finanziare centri d’aggregazione e aree sportive e ricreative. Seppure siano scelte importanti per il rilancio della vita quotidiana ad Arquata, sarebbe opportuno, in collaborazione con l’amministrazione locale, pensare a aree che siano predisposte per i non residenti che desiderano tornare ad Arquata, avendo perso la seconda casa. Sono molte le persone che durante l’estate trascorrevano le vacanze nelle varie frazioni e ora non sono più nelle condizioni di poter tornare.

Prioritaria è senz’altro la messa in sicurezza della Rocca d’Arquata, baluardo storico e simbolico del comune montano, che non deve rischiare di decadere ulteriormente.

Rimozione macerie: Il sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci, ha recentemente dichiarato che “sono 30.00 circa le tonnellate di macerie rimosse nel territorio arquatano, ma ancora poche rispetto alle migliaia che giacciono ancora a terra”.

Un plauso ha chi, nella gestione del concerto di Niccolò Fabi, è riuscito a rendere percorribile e dignitoso il percorso da Trisungo a Spelonga. In pochi giorni, hanno saputo gestire una situazione che poteva essere presa in carico e conclusa, molti mesi fa, per favorire il ritorno degli abitanti di queste frazioni.

Sembra che presto sono previsti turni di notte, in aggiunta al lavoro giornaliero, di rimozione per eliminare le macerie. Dopo nove mesi, le Istituzioni hanno compreso che sono ancora a ridosso di quelle soluzioni abitative che presto dovrebbero riaccogliere la popolazione arquatana?

Vivere in continuo movimento di polveri, nella speranza che tutto venga smaltito a norma di legge, non sarà facile. Sono state demolite molte abitazioni distrutte dal terremoto, per garantire una viabilità idonea, ma quelle aree saranno abitate e nessuno merita di respirare polvere ed essere costretto a vivere dentro un cantiere, che non prevede una fine dei lavori certa e definita.

Se le Sae rappresentano una soluzione d’emergenza, come si sta lavorando per procedere al processo di ricostruzione?

L’Anas aveva considerato la messa in sicurezza della strada per Colle una priorità. Sebbene recentemente è stato approvato l’inizio dei lavori alla ditta che ha vinto la gara d’appalto, nulla ancora si muove. Il miglioramento di quel tratto stradale avrebbe consentito di ridurre la zona rossa e riportare gli abitanti nella frazione di Colle.

Ogni decisione dovrebbe essere presa, in coscienza e conoscenza del territorio, se quello che si vuole è riportare alla vita i paesi di Arquata del Tronto.

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