MALTIGNANO – “Mi permetto di esprimere la mia amarezza nell’ascoltare voci sdegnate, fuorviando i meno informati sulla vicenda. Credo che occorra specificare subito che, coloro che hanno fatto domanda, non hanno tolto soldi ai terremotati, come si vuole far credere, ma hanno chiesto di usufruire di benefici derivanti da fondi europei che nulla hanno a che vedere con la ricostruzione”.

Sono queste le dichiarazioni del sindaco di Maltignano, Armando Falcioni, riguardo le polemiche scaturite dalla diffusione dei nomi dei liberi professionisti, che hanno ricevuto il contributo di 5000 euro, riservato ai risarcimenti post sisma.

“Si tratta di uno dei tanti sostegni al territorio – continua Armando Falcioni – contenuti nella legge 189/2016 , inerenti il sisma, verso tante attività esistenti, una forma, credo di interpretare la politica della regione, per muovere l’economia locale mortificata dal sisma.
Non capisco perché si parli solo di questo, quando legate al terremoto ci sono in essere tante altre forme di sostegno, che hanno le stesse finalità sopra menzionate, e di cui non ne parla nessuno e chissà chi ne beneficerà ed in quale forma e con quali cifre.
La realtà, nella maggior parte dei casi è che le ditte operanti e che ricadono nel cratere, quasi sempre su consiglio dei consulenti, hanno inoltrato la domanda in assoluta buona fede, per usufruire di una possibilità come tante ditte fanno nel corso della attività come sgravi fiscali, benefici di legge, contributi europei, richieste previdenziali ed altro.
Una domanda come se ne fanno tante nel corso di una attività lavorativa. Poi se la domanda viene accolta ed i requisiti ci sono, bene, altrimenti si vedrà respinta come capita spesso. La legge era chiara nella sua applicazione. I “ furbetti” sono coloro che artatamente preparano a tavolino e aggirano la legge con l’intento di arrivare all’obiettivo. Inoltre gli elenchi sono pubblici e nessuno si sarebbe nascosto o scoperto a posteriori”.

Il primo cittadino di Maltignano lamenta la polemica nei confronti degli amministratori locali, che hanno usufruito del contributo economico, “la realtà è che fa comodo parlare dell’amministratore pubblico solo in questi casi, facendoci passare per speculatori, affamatori di popolo, profittatori per azioni ritenute legittime ed in assoluta buona fede, ma non si ricorda che gli amministratori pubblici, soprattutto di piccoli comuni, non vivono di laute indennità come qualcuno vuol far credere, ma hanno attività lavorative proprie come nel mio caso che debbo dividere il tempo tra comune e lavoro da libero professionista autonomo, che ho dovuto interrompere nel periodo indicato. Non credo che qualcuno non abbia notato che il sottoscritto con la divisa della protezione civile abbia assistito i propri compaesani nelle verifiche e supportato le famiglie che hanno abbandonato le proprie abitazioni.”

Intanto, la Regione Marche ha intensificato i controlli sulla trasparenza delle domande, dei requisiti e della veridicità delle dichiarazioni dei beneficiari del contributo.

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