ANCONA – Si è tenuto nel tardo pomeriggio del 7 settembre in Regione un incontro tra il presidente Luca Ceriscioli e le segreterie regionali di CGIL CISL e UIL per fare il punto della situazione post sisma e avviare un confronto di condivisione su problematiche, proposte e opportunità per un progetto di sviluppo nelle aree colpite. Alla riunione era presente anche il direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, Cesare Spuri.

I Sindacati hanno infatti presentato un documento (proposta che intende rappresentare un contributo per un confronto con le istituzioni, le associazioni di categoria, il mondo accademico e il territorio) per condividere una comune strategia e orientare le fasi dell’emergenza e della ricostruzione ad una prospettiva di rilancio e sviluppo sociale ed economico dei territori coinvolti.

In particolare, nel documento vengono indicate le aree prioritarie di intervento e le proposte per rendere il territorio competitivo e attrattivo, mettendo al centro le persone. cio’ significa garantire alle comunita’ lavoro e servizi essenziali. scuola, servizi socio-sanitari costituiscono una condizione essenziale e occorre riflettere su come cogliere l’occasione della ricostruzione per garantire servizi piu innovativi, capaci di esprimere standard di qualita’ piu elevati e attrattivi, in una logica integrata di territorio.

Dopo una disamina dei dati più rilevanti e aver ribadito l’impostazione di fondo che “è ferma volontà della Regione ricostruire nelle Marche colpite non solo le case per evitare uno spopolamento, ma per lo stesso fine anche un tessuto economico e sociale solido, creando opportunità che già nelle aree interne mancavano prima del sisma , per nuovi investimenti”, il presidente Ceriscioli ha rimarcato che “la leva chiave per innescare meccanismi virtuosi di nuovo sviluppo in quelle aree è incentivare l’occupazione, il lavoro come traino strategico di crescita nei diversi settori dell’economia a cominciare dall’edilizia.”

“Ci sarebbero tutti i presupposti per la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani e intendiamo incentivare questo processo legandolo come priorità, ad esempio, a nuovi bandi e misure in corso di elaborazione dalla Regione.”

Nell’ottica di una visione prospettica di lungo periodo, il presidente Ceriscioli ha poi annunciato una collaborazione con la società Nomisma e ISTAO che elaboreranno studi e analisi economiche sulle quattro regioni colpite per costruire una strategia di rilancio e sviluppo di quelle aree. Altro tema affrontato, un modello di governance partecipata sul quale il presidente Ceriscioli si è detto completamente d’accordo ribadendo anzi la necessità di individuare ruoli e quindi responsabilità, coinvolgendo il maggior numero di attori del territorio “ perché ognuno faccia la propria parte e certamente anche i Sindacati possono contribuire in maniera determinante a questo processo.“

I Sindacati , oltre ad aver chiesto un potenziamento della comunicazione sui temi del terremoto per veicolare efficacemente le decisioni e le scelte, hanno proposto anche l’istituzione di tavoli di sintesi a livello regionale dove riportare le proposte emerse da tavoli territoriali anche per superare in tempi brevi la fase dell’emergenza. A tale proposito affrontando il problema della rimozione delle macerie il presidente Ceriscioli ha spiegato che per le macerie “pubbliche” “siamo già all’85% con 140 mila tonnellate rimosse. Un lavoro di grande qualità nelle Marche, affidando il lavoro di smaltimento a ditte marchigiane, che ci ha permesso un’operazione di trattamento e stoccaggio: non solo per l’amianto ma anche per il tufo ( radioattivo in natura) e per tutti gli altri materiali, fino agli effetti personali.”

Per le macerie private invece la scelta spetta ai cittadini avendo l’opzione di farle considerare “ pubbliche” e quindi smaltirle come tali o di poterle selezionare per conservare materiali edilizi per ricostruire le case lesionate. In tema di ricostruzione Cesare Spuri ha poi informato che nelle Marche sono stati aperti già 45 cantieri e 700 circa sono i progetti pervenuti. L’incontro si è concluso con il comune accordo a partire con la prima riunione di governance condivisa dove confrontarsi su una ricognizione dei dati già a fine settembre.

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