ASCOLI PICENO – “Il ricorso non contiene alcuna specifica istanza cautelare, ma solo un generico riferimento alla stessa” e “che anche a voler considerare tale implicita istanza cautelare, la stessa non contiene alcun riferimento al pregiudizio grave ed irreparabile che subirebbe parte ricorrente nelle more di trattazione di merito considerato, altresì, che l’attività è comunque in essere dal 1998/1999”.

Con queste parole il Tar Marche ha respinto con ordinanza (pubblicata 4 giorni fa) il ricordo con istanza cautelare presentato dal consigliere regionale  del Movimento 5 Stelle Peppino Giorgini (assieme  presidente dell’associazione “Beni Comuni” Maurizio Mancini) contro la Provincia di Ascoli Piceno in merito alla autorizzazione provvisoria rilasciata alla ditta Uniproject. In estate infatti il consigliere aveva presentato ricorso al Tar contro il Dirigente del Servizio Tutela Ambientale dell’Ente, l’ultimo capitolo di una storia, che coinvolge la ditta che gestisce l’impianto di smaltimento rifiuti liquidi speciali di Maltignano.

Proprio Giorgini, infatti, nella primavera del 2016 (CLICCA QUI) aveva reso note alcune attività avviate dalla Procura di Potenza (Inchiesta Tempa Rossa) in merito al presunto traffico illecito di rifiuti speciali che coinvolse 28 persone fra cui due amministratori di Uniproject e che toccò persino il governo, con le dimissioni del ministro Federica Guidi, all’epoca compagna del principale indagato Gianluca Gemelli. L’inchiesta, poi, è finita nel dimenticatoio quando, a inizio anno la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per gli indagati.

Con la decisione del Tar arriva anche la reazione politica. E’ infatti il presidente della provincia Paolo D’Erasmo a commentare la notizia e a attaccare, senza mezzi termini, Giorgini: “Mentre il consigliere regionale del M5S Giorgini – ha commentato il Presidente della Provincia Paolo D’Erasmo – continua a menare in aria lo spadone spuntato dei ricorsi producendo solo tanta confusione, noi proseguiamo sulla via della chiarezza e della correttezza nel pieno rispetto della legge ma, soprattutto, con un occhio attento e responsabile alla salute dei cittadini. Proprio per questo motivo, in aggiunta allo scrupoloso svolgimento delle pratiche amministrative richieste dal rilascio delle autorizzazioni, ho chiesto l’installazione di una centralina che rilevi la qualità dell’aria e ci fornisca tutti i dati su possibili rischi per la popolazioni che vivono in prossimità degli impianti. Entro novembre l’impianto dovrebbe essere installato e funzionante”.

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