ASCOLI PICENO – I consiglieri comunali del movimento 5 stelle Giacomo Manni e Massimo Tamburri non si capacitano della gestione della possibile mostra permanente di Tullio Pericoli e lo hanno fatto presente in una conferenza svoltasi nella mattinata del 9 novembre ad Ascoli.

“Abbiamo cercato di indagare – esordisce Manninel mese di marzo il Consiglio comunale di Ascoli Piceno ha approvato all’unanimità la delibera consiliare che dava il via all’allestimento di una mostra permanente del grande artista contemporaneo Tullio Pericoli; l’artista, da sempre legato al suo territorio,  avrebbe prestato gratuitamente al comune di Ascoli quasi 250 sue opere d’arte, che avrebbero dovuto trovare collocazione presso Palazzo dei Capitani. Tale iniziativa era fortemente sostenuta dalla Fondazione Carisap, con un contributo di 200 mila euro per l’allestimento e la promozione della mostra, era pronta anche la creazione di un comitato organizzativo che prevedeva figure di primissimo spessore in campo internazionale come lo storico ed esperto d’arte Salvatore Settis. L’unico costo per il comune sarebbe stato quello per la custodia, ovvero l’impiego di 2/3 dipendenti comunali anche non qualificati. Perché il progetto è naufragato? Si poteva fare di Palazzo dei Capitani un polo di arte contemporanea, magari trasferendo lì anche le opere di Licini, la cui mostra a Torino ha fatto man bassa di visitatori ed adesso relegate al polo San’Agostino, e trasferire le opere di Cola, Crivelli e della Quintana al Forte Malatesta, creandoci un polo rinascimentale e dell’Alto medioevo. L’ennesima occasione persa per la città”.

“I costi erano assolutamente in linea con le risorse del comune – gli fa eco Tamburriil progetto avrebbe avuto un grande ritorno vista la levatura dell’artista, avrebbe portato sviluppo alla città di Ascoli. Con tutto il rispetto per la manifestazione, non può essere “Fritto Misto” la maggiore iniziativa cittadina. Si può parlare un linguaggio più consono alle piazze ed ai monumenti della città, la mostra permanente di Pericoli avrebbe portato un turismo di qualità. L’artista ha anche scritto una lettera, ci risulta che non gli è stato neanche risposto. Pericoli, ricordiamolo, ha rifiutato di esporre a Villa Necchi a Milano perché tiene molto ad Ascoli, che ha nel cuore e nell’anima artistica”.

Vogliamo esprimere vicinanza ed empatia per l’avvilimento dell’artista – prosegue Manni – in città c’è gente che trova ingiusto e maleducato come è stato trattato Pericoli. Ci chiediamo: cos’è successo? L’amministrazione ha avviato un percorso per recuperare il rapporto con l’artista? L’ennesima occasione persa che si colloca sulla scia del Festival di Spoleto, rifiutato a sua tempo da Ascoli, così come l’Università ed il Conservatorio. Cercheremo di parlare con l’artista per trovare una nuova location, coinvolgendo magari anche il vescovo, molto sensibile alle iniziative culturali. Non possiamo accettare che una proposta che avrebbe potuto portare lavoro, mentre la gente lascia la città, si perda per il costo del personale di uno o due individui”.

Altro tema caldo e che sta a cuore ai consiglieri è quello della sicurezza: “Come vuole gestire il degrado urbano, l’accattonaggio e le possibili conseguenti molestie il comune? – ancora Manni – C’è stato un aumento negli anni del fenomeno, da quando sono stati aperti i centri per i richiedenti asilo politico sono aumentati i ragazzi africani in giro per la città o davanti chiese o supermercati, molti ascolani ci dicono che spesso subiscono atteggiamenti molesti e vessatori da parte loro. E’ difficile inserire nel nostro territorio persone che hanno poco a che a fare con il nostro stile di vita, il comitato sicurezza della prefettura ci aveva pensato? E’ previsto un maggior controllo delle aree degradate? Le cooperative hanno responsabilità solidali nel controllo di queste persone?”

Le leggi contro l’accattonaggio ci sono – prosegue il consigliere – sindaco e vigili perché non fanno nulla? Il comune sta monitorando? Se ci sono situazioni di disagio sociale che il comune intervenga mettendo fine a tali difficoltà. Si danno i poteri alla polizia municipale per sanzionare e denunciare chi delinque nell’ordinanza? Esiste quest’ordinanza? C’è poi un discorso politico che secondo me dovrebbe aprirsi, ovvero se sia il caso o no di dare un’arma alla polizia comunale, visto che ora ne è sprovvista e per questo non può intervenire negli orari notturni. Paghiamogli gli straordinari e mandiamoli in giro la notte per dissuadere le azioni criminali, sarebbe un deterrente in più. E’ in programma da parte della commissione? Il regolamento anti accattonaggio scritto dal comune è precedente all’increscioso fatto di cronaca verificatosi in città, cosa vuole veramente fare il sindaco? Quali deterrenti vuole utilizzare? Non abbiamo molti centri in città, si può controllare il fenomeno, magari attivandoli lavorativamente con attività socialmente utili, rendendo dignità anche a loro, è una violenza anche per loro costringerli a non fare niente tutto il giorno mentre sono in tanti che vorrebbero rendersi utili. C’era uno strumento per una migliore gestione dei richiedenti asilo, ovvero gli “Sprar”, che avrebbe valorizzato gli immobili comunali, dato fondi al comune e avrebbe contribuito ad un miglior controllo ed a dare a queste persone una dignità grazie ad un’inclusione sociale, ma il comune di Ascoli non vi ha aderito. Perché il sindaco non ha aperto un dibattito politico sull’argomento?”.

“Gli ‘Sprar’ – il pensiero di Tamburri – nella disastrosa gestione nazionale, sono un ottimo mezzo per i comuni: sono gestiti con progetti più evoluti, danno la possibilità di effettuare a queste persone lavori che al comune costano troppo e che gli ascolani non vogliono più fare. Purtroppo ad oggi queste persone sono delle polveriere, come lo sarebbero 200 italiani lasciati in Ghana a non fare niente tutto il giorno, si crea invidia e rancore sociale per la storia dei 35 euro, è una situazione che genera razzismo ma è sbagliato prendersela con loro. Forse il comune di Ascoli non ha aderito agli Sprar perché si sarebbe dovuto mettere in discussione la loro ripartizione nelle cooperative?

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