Prima di pubblicare l’articolo seguente alla conferenza stampa, abbiamo cercato di contattare i dirigenti di Piceno Consind per avere una loro risposta in merito. Purtroppo gli uffici restano chiusi per tutta la giornata di mercoledì e giovedì mattina. Ci sembra cosa buona pubblicare quanto esposto dai consiglieri del M5S e attendere le precisazioni in merito da parte di Piceno Consind, che saremo lieti di dare.

ASCOLI PICENO – I consiglieri del movimento 5 stelle di Ascoli Piceno Giacomo Manni e Massimo Tamburri hanno presentato in conferenza stampa una mozione in cui si chiede di fare chiarezza sui cattivi odori che ammorbano da mesi la frazione di Villa Sant’Antonio e parte del comune di Castel di Lama. I consiglieri chiedono un monitoraggio della situazione e controlli sanitari: secondo loro una causa possibile potrebbe essere il vicino depuratore della Piceno Consind. Tutto da verificare, ovviamente.

Un estratto della mozione: “Nella zona di Villa Sant’Antonio ormai da quattro mesi i cittadini residenti sono molto frequentemente sommersi da odori nauseabondi che provocano malesseri quali vomito, bruciore agli occhi e tosse. Il fenomeno investe tutta la zona fino a parte del comune di Castel di Lama. Il 5 ottobre scorso si è tenuta una riunione pubblica della popolazione residente nelle zone interessate dai cattivi odori presso la sala parrocchiale a Villa Sant’Antonio con circa un centinaio di persone presenti”

Nel pieno dell’assemblea – si legge nel documento – la sala si è riempita di un odore pestilenziale e nauseabondo corrispondente a quello subito presso le case dei residenti nell’ultimo periodo. Si è provveduto a chiamare il personale dell’Arpam, nell’attesa, poiché non era ancora arrivato nessuno. Un gruppo di persone, una quarantina in tutto, si recava presso il vicino depuratore. Qui veniva accertato con chiarezza che l’odore avvertito presso le proprie case e nella sala della riunione era lo stesso avvertito presso il depuratore. Venivano perciò chiamati anche i carabinieri”.

“Dopo il 5 ottobre – prosegue la mozione – il fenomeno è proseguito senza interruzioni ed i residenti continuano ad avere problemi di bruciore agli occhi, senso di nausea, talvolta vomito, oltre all’evidente ed insopportabile fastidio costituito dal respirare odori nauseanti, basti pensare che solo nella giornata del 29 ottobre sono state fatte ben 15 segnalazioni all’Arpam”.

Per i Cinque Stelle dunque occorrono verifiche per accertare se effettivamente i cattivi odori provengono dal depuratore del Consind, gestito dalla Picena Depur: “Si rende assolutamente necessaria e non procrastinabile un’indagine sulle cause di tali odori che coinvolga oltre l’Arpam anche altri enti preposti al controllo”.

E’ da tempo che attenzioniamo Piceno Consind – spiega Giacomo Manni – in quanto soggetto pubblico, appartiene infatti ai comuni. Non si capisce questo pachiderma che funzione abbia e vista la mole di debiti che ha perché non sia lasciato fallire. A noi risulta che il comune di Ascoli accantoni una cifra ogni anno per il consorzio, abbiamo chiesto a quanto ammonti tale cifra ma non abbiamo avuto risposta. Il problema delle puzze che periodicamente appestano varie zone del territorio è un problema che va avanti da decenni, noi siamo preoccupati da quello che ha detto il presidente del Consind Domenico Procaccini sul problema a Villa Sant’Antonio, Procaccini persona rispettabilissima e disposta al dialogo a cui chiediamo un incontro. Serve un monitoraggio per capire da dove vengono questi cattivi odori in maniera scientifica: capiamo qual è il costo e come coprirlo, ma cerchiamo una volta per tutte di risolvere il problema, è la politica che deve trovare le cause”.

“Chiediamo al sindaco di attivarsi per risolvere il problema – prosegue Massimo Tamburri – in quanto primo responsabile della salute dei suoi cittadini. Chiediamo un incontro al presidente del Consid, da cui forse servirebbero delle scuse: possibile che abbiamo avuto in quaranta un’allucinazione? O siamo pazzi o bugiardi? Serve un monitoraggio e, se possibile, finché non c’è la certezza che quegli odori non facciano male alla salute, che si chiuda l’impianto di depurazione. Non si può giocare sulla nostra pelle, magari scopriamo che in realtà fanno bene, ma bisogna fare analisi approfondite”.

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