ASCOLI PICENO – Come ogni anno Italia Nostra commemora il comizio organizzato dalla provincia di Ascoli Piceno il 26 novembre del 1903 in cui si annunciava l’avvio dei lavori della ferrovia che avrebbe collegato Ascoli e tutta la vallata a Roma ed al mar Tirreno. Nel 2017 la commemorazione avverrà venerdì 24 novembre alle 17.30 presso la libreria Rinascita di Ascoli Piceno e vedrà la partecipazione di autorità, esperti e rappresentanti delle associazioni che ancora credono nel sogno della Ferrovia dei due mari.

Il presidente della sezione ascolana di Italia Nostra Gaetano Rinaldi è tra i più appassionati promotori della manifestazione: “Anche quest’anno vogliamo commemorare il comizio del 26 novembre 1903 svoltosi per festeggiare l’imminente avvio dei lavori della Ferrovia dei due mari. Pare fosse tutto pronto per installare le prime traversine a Porta Romana, alcuni problemi fiscali e burocratici bloccarono però i lavori. Poi venne la Prima guerra mondiale e il progetto finì nel dimenticatoio. Non vogliamo però solo ricordare tanto per ricordare, il nostro impegno è proiettato anche sulla situazione attuale ed alle sue problematiche. Quest’anno vogliamo porre l’enfasi sull’importanza dei comitati e di come grazie alla loro presenza si ottengano risultati. A San Benedetto esiste il comitato “Ferrovia Salaria” che ha organizzato diverse manifestazioni ed è stato promotore dell’elettrificazione della ferrovia tra Ascoli e Porto d’Ascoli”.

Il presidente crede fermamente nell’attualità e l’importanza che avrebbe la realizzazione di tale progetto: “Basterebbe collegare Ascoli con Antrodoco con un costo irrisorio rispetto a tante altre opere. Farebbe uscire dall’isolamento le aree interne devastate dal terremoto. Voglio ricordare che la morte dei paesi interni equivale alla morte dell’Italia. Il sisma ha causato un autentico massacro, ma non fare niente è ancora più grave. Non si riesce ad intervenire neanche per mettere in sicurezza i tantissimi affreschi che adornano le chiese dei paesi colpiti dal sisma, non parlo nemmeno di quelli andati distrutti. Salvare la memoria vuol dire anche far conoscere le cose, noi ci impegniamo per un tutela attiva affinché le risorse che abbiamo nel territorio creino ricchezza e portino attività. Bisogna valorizzare l’area adriatica, altrimenti è destinata a diventare un’area periferica ed abbandonata. Gli amministratori locali dovrebbero essere più sensibili alle attività che porterebbe uno sviluppo intelligente al territorio”.

Ad Ascoli sta nascendo un comitato, “Un treno per Roma”, per sostenere il progetto della Ferrovia dei due mari e di cui Roberto Di Natale ne è uno dei coordinatori: “Il comitato nascente serve per dare una speranza a questo territorio. Dopo la crisi profonda c’è stata la mazzata finale rappresentata dal terremoto. Mancano le infrastrutture, e già i romani ci insegnarono che dove ci sono infrastrutture c’è sviluppo. Bisogna ripopolare Ascoli, Arquata, Acquasanta e le città della vallata, bisogna lavorare tutti insieme; abbiamo coinvolto altre realtà dell’Abruzzo, del reatino e del fermano e tutti ci hanno chiesto di andare avanti, la ferrovia sarebbe un’occasione unica anche per i territori confinanti. Lo scopo del nascente comitato è di far realizzare quest’opera che sarebbe fondamentale a livello industriale, commerciale e soprattutto turistico, porterebbe uno sviluppo impressionante. L’Unione Europea vuole che entro il 2050 almeno il 50 per centro delle merci viaggi su rotaia, per tre motivi: ridurre l’inquinamento, diminuire gli incidenti mortali e portare sviluppo nelle aree più disagiate. Ci vorranno anni? Noi non ci arrenderemo”.

Anche Guido Benigni fa parte del nascente comitato ed è l’organizzatore del “Progetto Via Salaria”: “In tutti i paesi del mondo il trasporto si sta spostando sulla ferrovia. Sono 90 i miliardi che lo Stato ha stanziato per le grandi opere e la Ferrovia dei due mari ne costerebbe al massimo uno. Purtroppo non c’è dietro una strategia, devono volerlo anche i cittadini e gli amministratori. Per realizzare queste importanti opere strategiche servono i numeri, bisogna andare oltre i campanilismi e fare rete, creare sinergie. La Ferrovia deve partire dal basso, non deve essere vista come qualcosa calata dall’alto. Quant’è importante la memoria? Grazie a chi l’ha tenuta in vita: resti la memoria ma diventi anche futuro”.

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