SPINETOLI – “Una serie di interpretazioni faziose, e in certi casi addirittura menzogne, mi hanno messo in questi giorni al centro di una polemica. Mi hanno accusato di essere il fondatore del comitato che sta protestando contro l’arrivo dei 37 immigrati a Spinetoli, di aver sfilato insieme a Lega e Casa Pound, e mi hanno dato del razzista”.

Così il sindaco di Spinetoli, Alessandro Luciani, risponde alle polemiche innescatesi negli ultimi giorni dopo la marcia contro gli immigrati a Pagliare del 19 novembre.

“Cominciamo dal primo punto. Il Comitato è nato per volere di cittadini di Spinetoli e non sono io il fondatore. Essendo il loro sindaco ho il dovere di ascoltarli e rassicurarli” afferma il primo cittadino.

“Secondo punto. Al corteo di protesta ho partecipato per essere vicino al comitato che lo ha organizzato. Sì, c’erano anche rappresentanti della Lega e di Casa Pound che si sono uniti al corteo, gli è stato chiesto di non politicizzare la manifestazione con le loro bandiere e se ne sono andati  durante un mio intervento” dichiara il sindaco.

“Ultimo punto. È Spinetoli, la città che rappresento, a dire no all’immigrazione di massa, quella legata al businness dei migranti, quella che crea veri e propri ghetti a discapito dei migranti stessi e dei cittadini, quella delle cooperative che non sono del territorio e acquistano una casa per far vivere 37 persone in 200 metri quadri – aggiunge Luciani – Io rappresento i miei cittadini, e né io né loro siamo razzisti. Ricordo che a Spinetoli abbiamo già 20 migranti e per il piano previsto dall’Anci ne possiamo ospitare altri 4, non altri 37”.

Alessandro Luciani ribadisce: “È facile commentare quando non si amministra una città, quando non si ha a che fare con le esigenze dei cittadini, quando non si ha l’obbligo morale di provvedere fattivamente alla sorte dei migranti che arrivano in Italia. L’accoglienza per questa gente dovrebbe fermarsi alla creazione di ghetti stipati di esseri umani? Di 37 persone in 200 metri quadrati? E poi? Il populismo sfrenato come mai non dà risposta al mio ‘e poi’?  – prosegue il sindaco – Sono fermamente convinto che l’accoglienza debba passare per l’integrazione e per questo, lo ribadisco, sono favorevole allo Sprar, un progetto in cui noi sindaci saremo coinvolti, che mira a un’immigrazione razionale e più responsabile”.

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