ASCOLI PICENO – Continua l’avventura dell’ascolana Manuela Costantini nelle cucine della settima edizione di Masterchef Italia.

Dopo le selezioni, brillantemente superate dalla concorrente marchigiana, la gara entra nel vivo ed arrivano le classiche prove del talent culinario in onda su Sky Uno. Prima Mistery Box di questa settima edizione dedicata alla fortuna, con gli aspiranti chef che potevano scegliere se impiegare tutti o in parte dieci ingredienti legati alla buona sorte, dai per noi tradizionali cotechino e lenticchie, melograno, riso e peperoncino, ai più esotici noodles e radici di loto, in Oriente elementi di buon auspicio. A completare il carnet da cui attingere le bietole, verdi come i dollari americani ha spiegato Joe Bastianich, le noci e l’orata. Non particolarmente soddisfatta Manuela che ha dichiarato di aver voluto usare troppi ingredienti ed a non essere riuscita ad esprimere completamente il piatto che aveva in mente.

Primo Invention Test di questa settima edizione e prima eliminazione, con i concorrenti che hanno dovuto cimentarsi con l’insidiosa tecnica dell’affumicatura. Il piatto di Manuela, “Bosco riccio” un controfiletto di manzo con barbabietola affumicata, purea di topinambur e chips di rapa, non ha entusiasmato lo chef Cannavacciuolo, soprattutto per la sua presentazione, ma le ha permesso di superare indenne la prova senza rischiare l’eliminazione.

La prova era dedicata a uno dei giudici di Masterchef, l’esordiente Antonia Klugmann. La chef triestina ha raccontato la sua storia in cucina, ricordando di quando studiava giurisprudenza ma non sentiva di poter esprimere la propria creatività e decidendo così di dare sfogo alla sua passione per i fornelli partendo dal ruolo di lavapiatti e scalando con tenacia le gerarchie in cucina. Poi un brutto incidente che la vide coinvolta, la sua auto fu travolta da un ubriaco, la costrinse a rimanere ferma per un anno, ma la chef invece di abbattersi approfittò dello stop forzato per studiare ed ampliare la sua cultura culinaria.

La prova in esterna ha visto gli aspiranti chef a Bologna, città di origine del giudice Bruno Barbieri, con il non semplice compito di dover cucinare i piatti della tradizione per 150 bolognesi. Manuela, non scelta da chi aveva vinto la precedente gara e che aveva quindi il diritto di formare la propria brigata e scegliere uno dei due menù, si è ritrovata nella squadra blu con l’onere di dover preparare i crostini con frigione, una salsa a base di cipolle e pelati, il fritto misto alla bolognese e la torta di riso. Ai rossi invece il compito di cucinare le crescentine, l’equivalente bolognese dello gnocco fritto modenese, con mortadella, le tagliatelle alla bolognese ed il raviolo bolognese. Sul filo di lana la squadra di Manuela ha superato gli avversari, accedendo così alla puntata successiva ed assistendo dalla balconata al primo Pressure Test di questa edizione.

Appuntamento a giovedì 11 gennaio con le nuove puntate di Mastechef, con la speranza che continui il percorso dell’aspirante chef ascolana.

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