ASCOLI PICENO – Associazione San Cristoforo e Fondazione Carisap insieme per rispondere ai bisogni delle persone in difficoltà nell’area montana.

L’Associazione “San Cristoforo: Vivere è Vivere Insieme” Onlus di Amandola insieme alla Fondazione Carisap ha messo in campo una serie di azioni destinate alle comunità cittadine di Amandola e Smerillo tanto duramente colpite dai disastrosi eventi sismici occorsi più di un anno e mezzo fa.

L’Associazione, tramite la sua unità operativa “Comunità Agricola di Accoglienza”, opera da 38 anni in un territorio che presenta “naturalmente” condizioni di forte svantaggio sotto il profilo socio-economico: alto indice di disoccupazione, disabilità e/o disagio psichico, invecchiamento della popolazione e solitudine di un grande numero di anziani, esodo dei giovani, tendenza (accelerata negli ultimi anni) alla chiusura e/o decentramento di servizi verso la costa marchigiana.

Condizioni, queste, già, di per sè, fortemente penalizzanti ed emarginanti che si sono aggravate a seguito degli eventi sismici. Infatti, fin dai primi giorni successivi al sisma, le richieste di aiuto rivolte all’associazione sono aumentate e, ad oggi, per richiedere interventi di supporto psicologico o aiuti materiali o ospitalità temporanea, si sono rivolti all’associazione circa 30 nuclei familiari e circa 50 persone singole.

Si è pure registrato un aumento delle richieste  di accoglienza residenziale (con una lista d’attesa  di 10 persone) e sono aumentate le richieste di collaborazione da parte dei servizi sociosanitari dei comuni del locale Ambito Sociale Territoriale n° 24, dei servizi delle Zone Territoriali Sanitarie, dei Tribunali e delle Prefetture di Fermo, Ascoli Piceno e  Macerata, nonché di gruppi parrocchiali e associazioni per la gestione o la presa in carico di persone in situazione di bisogno (anche di derrate alimentari) o in difficoltà.

Complessivamente il territorio interessato dal progetto conta 4.759 abitanti disseminati in 45 frazioni (molte  delle  quali  isolate  e  prevalentemente  abitate da anziani) e distribuiti  in 1963  nuclei familiari. In particolare, beneficiari principali del progetto denominato EPICENTRO FAMIGLIA/COMUNITA’ sono le famiglie ed i singoli in situazione di bisogno materiale o psicologico con particolare riguardo agli anziani over 65 che   costituiscono una grossa fetta della popolazione (1.256) e ai ragazzi ( 547 in età compresa tra 5 e 19 anni).

Per i prossimi 2 anni in stretto collegamento con i competenti servizi, e con l’aiuto determinante dei partner coinvolti (Associazione “Centro Ippico San Lorenzo di Amandola, la cooperativa Sociale “Dimensione Natura” di Amandola, la Caritas di Amandola, il Comune di Smerillo, le ACLI Regionali) si vuole approntare una risposta complessiva a precisi e già noti problemi, di carattere personale e collettivo, amplificati dalla “contingenza terremoto” (stati di paura ed ansia, senso di sfiducia nel futuro, senso di  impotenza rispetto alle devastanti conseguenze del sisma, senso di frustrazione diffusa, ecc).

A due mesi dall’avvio del progetto tutte le attività e i servizi previsti a carico delle risorse progettuali sono iniziati.

In base alle segnalazioni ricevute, ad oggi, sono stati presi in carico complessivamente 5 nuclei familiari per un totale di 19 persone, 6 giovani in accoglienza residenziale, 3 persone in regime di servizio socialmente utile disposto dalla procura della repubblica, una persona in affido diurno come misura alternativa alla detenzione.

Nei confronti di queste persone sono state svolte azioni diverse a seconda dei bisogni.

A vantaggio degli utenti presi in carico, il progetto rende possibile il miglioramento della qualità dei servizi dell’associazione, per esempio: percorsi di riabilitazione ergoterapica, affiancamento di tutors esperti, viaggi di istruzione, abbonamento a palestre o piscina, spese di viaggio con auto dell’Associazione, consulenza e supporto psicologico  (counselling), consegna di derrate alimentari o servizio mensa, sostegno alla genitorialità, sostegno agli adolescenti per la prevenzione del disagio, ecc. Va rilevato che il progetto consente di la realizzazione di un annesso agricolo per la conservazione e la distribuzione delle derrate, non trascurando nell’emergenza anche la possibilità di una prima accoglienza.

Una parte interessante del progetto riguarda interventi di animazione territoriale da condurre attraverso laboratori per lo sviluppo locale, laboratori creativi, campi scuola, campi lavoro, ecc. che consentano buone pratiche di costruzione del benessere della comunità locale a partire “dal basso”.

Si è intrapreso il coinvolgimento di alcune realtà produttive e di altri soggetti del terzo settore attraverso occasioni di incontro e condivisione (eventi, seminari formativi, giornate di studio, gruppi di lavoro per la presentazione di progetti a valere su bandi ecc.). Sarà approfondita la strategia delle  “Cooperative di Comunità” particolarmente adatte (e già sperimentate con successo) in altre aree marginali d’Italia.

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