ANCONA – Un fuoco di fila comune tra il sindaco di Ascoli Guido Castelli (Forza Italia) e i neo-parlamentari del M5S marchigiani contro il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, sempre in merito alla legge regionale 145/17.

Scrivono i 5S: “La legge regionale 145/17 è l’ennesima dissennata proposta che il Pd e le altre forze che sostengono Luca Ceriscioli mettono sul piatto in tema di sanità, a dimostrazione di come il bene dei cittadini sia completamente secondario nelle scelte strategiche della giunta marchigiana. In pratica si spalancano le porte alla sanità privata perché possa correre in soccorso di quella pubblica al fine di sanare le sue carenze. La vicenda non meraviglia più di tanto, visto che da quasi tre anni le Marche hanno un governatore che si tiene ben stretta la delega alla sanità strizzando ripetutamente l’occhio ai privati a scapito del pubblico. A certe scelte siamo tristemente abituati, considerata la drastica riduzione di fondi perpetrata ai danni degli ospedali pubblici del nostro territorio di cui il presidente Ceriscioli è il diretto corresponsabile.

I risultati sono: blocchi del turnover del personale sanitario e colpi di scure ai posti letto. Quegli stessi posti letto che ora, con l’affidamento per convenzione ai privati, potrebbero pure ricomparire in alcuni nosocomi, facendo la fortuna dei soliti noti. Un altro sfregio nei confronti dei marchigiani da parte di una giunta secondo la quale il concetto di diritto alla salute pare sempre più labile, ma che non perde un attimo quando c’è da favorire gli interessi dei gruppi “amici” privati. Questa legge merita solo una dura e ferrea opposizione, senza se e senza ma”.

Da parte sua Castelli commenta così: “Il primo segnale di vita che Ceriscioli, dopo la disfatta del 4 marzo. Tutti si aspettavano qualche indirizzo sul redigendo nuovo piano sanitario e invece il Governatore inciampa sul discutibile approccio privatistico che ispira la proposta di legge 145/17. Proposta tenuta nel freezer qualche mese e ora prepotentemente riportata alla ribalta con un’approvazione lampo in commissione sanità.

Secondo Ceriscioli, infatti, il testo che dovrebbe approdare in consiglio il prossimo 17 aprile sarebbe addirittura restrittivo rispetto alle funzioni dei privati nella sanità pubblica. Peccato che non sia così. Con buona pace del mio ex collega di Pesaro, infatti, la sostanza della 145/17 è esattamente opposta a quello che Ceriscioli  ha voluto dichiarare urbi e orbi. Mi spiego: le sperimentazioni con i privati, nel nostro ordinamento, sono già disciplinate. Purtroppo per Ceriscioli, la legge nazionale autorizza le sperimentazioni provate solo se presenti negli atti programmatori della Regione. Visto che però la Regione Marche – dopo l’esaurirsi del PSSR 2012/2014 elaborato da Spacca – non si è dotata di una programmazione specifica che contempli le sperimentazioni, Ceriscioli ha bisogno di eludere il dispositivo nazionale attraverso una legge regionale che permetta alla giunta Ceriscioli di mantenersi le mani libere per fare e disfare a favore del privato.

Perché Ceriscioli vuole questo potere in barba a quanto stabiliscono le leggi nazionali? Ma non hanno avvertito sentore di qualche illegittimità Ceriscioli e il tutto fare consigliere delegato Volpini? Ma non era il centrosinistra il mentore del welfare, del prima di tutto i deboli, i poveri? Con questa legge il welfare va a farsi friggere, la via dell’indebolimento della sanità pubblica vede segnali stradali ben individuati e leggibili”

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