ASCOLI PICENO – “La provincia di Ascoli Piceno fortemente colpita a livello anche economico dal sisma del 2016 deve ripartire dalla Canapa: parola di Nomisma.” Con queste parole Gianfranco Concetti, direttore del “Canapa Info Point” di Ascoli Piceno, indica la strada per far ripartire l’economia del Piceno: “Per risollevarsi dalla crisi post terremoto Ascoli deve puntare sulle eccellenze territoriali, come la canapa lo dicevamo già due anni fa.”

Riscoprire una coltura antica come la canapa, puntare ai mercati stranieri con produzioni tipiche, come i prosciutti, i formaggi di pecora e di capra biologici, le olive ascolane. Investire sul turismo naturalistico nell’Appennino centrale, creando un mercato degli affitti delle seconde case attraverso una piattaforma online. Ricreare le competenze artigianali per la lavorazione delle calzature per il mercato dell’extra lusso, con un’Accademia pubblico-privata. Sono “idee pronte per l’uso”, che partono dalla tradizione e dalla vocazione del territorio, per evitare il declino economico delle aree colpite dal terremoto in Centro Italia, frutto del lavoro di Nomisma col progetto ‘Ripartire dopo il sisma’. Il centro studi bolognese ha fatto un’analisi e una valutazione di fattibilità. (fonte: www.ansa.it)

“La canapa è una materia prima estremamente versatile è può essere utilizzata in molteplici campi-  prosegue Gianfranco Concetti – dalle fibre alla carta; dai biocarburanti all’edilizia; dalla pacciamatura alle materie plastiche, dal cordame all’alimentazione zootecnica fino alle bonifiche. Senza dimenticare gli usi farmaceutici, cosmetici, alimentari e terapeutici. Può arrivare in alcuni casi fino a 7 metri di altezza, ed è una barriera ideale contro le impollinazioni di altre colture. In tre mesi dalla semina è pronta per il raccolto”

“Tra il XV e il XVI secolo nella Valle del Tronto si forma il maggior polo di coltivazione della canapa, pari a quello dell’area di Fiuminata a Macerata, con sistemi di coltivazione innovativi. Nel XVI secolo nel Piceno si assiste ad un cambiamento del paesaggio agrario: cominciano a diffondersi i contratti di mezzadria. Nelle Marche il Settecento segna il perfezionamento della policoltura poderale, del disboscamento e delle bonifiche di valle con la conseguente estensione della superficie agraria. Isaia Baldrati in un opuscolo agronomico del 1901 dedicato alla canapa afferma che “ di tutte le colture Ascolane la canapa la meglio seguita”. Negli anni 50 contribuisce alla crisi della canapa anche il fatto di non aver saputo trovare in tempo un sistema di macerazione industriale rispettoso degli uomini e delle donne che dovevano lavorare nelle maleodoranti vasche chiamate “ LU VURGHE “. Negli anni ’70 la canapa scompare dal territorio Piceno.”


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