COMUNANZA – In Confindustria la Whirlpool avrebbe detto detto no al cambiamento del piano industriale 2019-2021 che è stato oggetto anche di un tavolo fra il governatore Ceriscioli e l’Ad Castiglioni ieri a Roma. Oggi, dopo l’indiscrezione, arriva il grido di Ugl, che parla di  “disimpegno da Comunanza” della multinazionale americana, con la sigla sindacale che teme, a chiare lettere, che l’intero sito produttivo possa chiudere.

Si sa da tempo che al centro dell’intera vicenda c’è lo spostamento della produzione della famosa lavatrice “Aqualtis” a Napoli con la fabbrica di Comunanza che si ritroverebbe a produrre solo lavasciuga e rischierebbe di mandare a casa 131 lavoratori.

Ma Ugl ha fatto due conti e ritiene che tutta la fabbrica possa presto chiudere. Il piano industriale 2019/2021 prevede un tetto di produzione di 700.000 pezzi l’anno, interamente lavasciuga; “lo spostamento in Campania delle lavatrici, però, taglia una fetta di volumi produttivi del 25% ed abbatte la produzione a 450.000 pezzi l’anno” scrivono i sindacati “e ricordiamoci che il sito produttivo di Comunanza ha prodotto fino a a oggi 1 milione e mezzo di pezzi l’anno fra lavatrici e lavasciuga” aggiungono.

UGL TEME PER TUTTA LA FABBRICA. “Un quadro reale che evidenzia un forte ridimensionamento dello stabilimento di Comunanza, ne mette in discussione l’equilibrio del suo conto economico e pone a rischio la stessa sopravvivenza del sito produttivo” arrivano al punto quelli di Ugl.

IL 6 LUGLIO INCONTRO AL MISE. Adesso tutto è rimandato al 6 luglio quando ci sarà un incontro al Ministero dello sviluppo economico in cui saranno presenti, oltre a Luigi Di Maio, anche i parlamentari eletti nel piceno. I sindacati sperano che il fatto che l’industria rientra nell’area di crisi complessa e in quella del cratere sismico, possa fare la differenza per recuperare volumi produttivi, magari attraverso l’ipotesi reshoring delle lavasciuga ora prodotte i Polonia da Whirlpool, come sottolineato ieri anche da Luca Ceriscioli.

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