AMANDOLA – Messa in sicurezza, demolizione e poi ricostruzione. Sono questi gli step che l’amministrazione comunale sta seguendo e seguirà per rendere di nuovo fruibili a tutta la comunità amandolese la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di San Cristoforo. 

Costruita nei primi anni del ‘300, la Chiesa di San Francesco è sita in Largo Leopardi e fu, per decenni, la sede dei frati francescani che ne gestivano anche il convento adiacente. Di particolare importanza, tanto da essere stato scelto come copertina dell’elenco telefonico, l’affresco dell’Annunciazione, nell’omonima cappelina, realizzato dai pittori Sparapani. 

Dopo il sisma del 1997, durante i lavori di restauro, è affiorato un affresco della fine del ‘400 di autori ignoti, ma di grande qualità. A seguito del forte sisma del 2016, la Chiesa è stata particolarmente danneggiata. Iniziati da circa una settimana, i lavori comprendono la messa in sicurezza della Chiesa di San Francesco e da lunedì 25 giugno si opererà anche nel Chiostro adiacente. 

Con la supervisione dell’ingegnere Conti Massimo, si andrà, innanzitutto, ad intervenire nell’abside, che rappresenta la sezione più pericolante. Infatti, verrà utilizzata, per la prima volta in Amandola, una gru all’avanguardia , che permetterà l’utilizzo di un cestello omologato al trasporto di persone, così da dare la possibilità agli operatori edili di compiere uno smontaggio controllato della muratura pericolante in assoluta sicurezza. Il termine di questa fase dei lavori è prevista per l’inizio di ottobre.

Mentre per quanto riguarda la chiesa di San Cristoforo la sua fondazione originaria risale alla seconda metà del ‘400, fu più volte rimaneggiata, l’ultima nel 1860. Si presenta con una facciata semplice e lineare, con un poche decorazioni all’interno; per molti decenni ebbe il titolo di Prepositura, dove vi risiedeva il Preposto, ovvero colui che aveva l’autorità ed il controllo su altri parroci.

Come la Chiesa d San Francesco, anche questo edificio sacro ha subito ingenti danni e crolli differenziati a causa delle scosse di due anni fa. Tramite la ditta “Pieragostini Attilio”, nella giornata di martedì 19 giugno sono iniziate le recinzioni del perimetro e poi si è passati allo spostamento dei mobili e dei vari arredi religiosi.

Dal 23 giugno si passerà al processo di demolizione che terminerà all’incirca per metà luglio e successivamente si potrà pensare alla ricostruzione, già inserita nel programma delle opere pubbliche.


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