ASCOLI PICENO – Giorgia Latini (Lega), vice presidente della Commissione cultura della Camera dei deputati, riveste un ruolo importante, anche come portavoce di un territorio colpito dal sisma, che potrebbe ripartire proprio dalla cultura.

Numerosi i progetti e le proposte da discutere in Aula, la deputata Giorgia Latini propone, a Piceno Oggi, un progetto di sensibilizzazione e valorizzazione del patrimonio artistico, che potrebbe portare occupazione tra i giovani.

Recentemente, è stata eletta vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione al Parlamento. Quali saranno le prime proposte che discuterà a proposito del territorio piceno, in particolar modo per le zone colpite dal terremoto?

La mia vice presidenza mi impone ancor maggiore responsabilità ma anche entusiasmo di poter lavorare per valorizzare il nostro territorio. Le prime proposte che vogliamo discutere riguardo le zone colpite dal sisma sono il sostegno ad iniziative culturali e l’incentivo ad attività artistiche che possano diventare anche fonte di lavoro e di ricchezza turistica”.

Ci saranno azioni determinate e concrete per quello che concerne la salvaguardia e collocazione adeguata dei beni architettonici, storici e artistici recuperati dopo il sisma del 2016?Le popolazioni colpite dal terremoto chiedono, inoltre, che vengano date risposte circa i 33 milioni di euro devoluti attraverso gli sms. Il nuovo Governo si sta attivando per garantire trasparenza?

Tra pochi giorni incontrerò il Sottosegretario e parleremo della degna collocazione dei beni architettonici e artistici che sono stati recuperati, ho idee ben precise sulla loro salvaguardia ma vorrei condividerlo prima con il sottosegretario Borgonzoni. Per quanto riguarda le donazioni m’informerò quanto prima perché la trasparenza deve essere il punto fermo di uno stato responsabile ed efficiente”.

Si farà portavoce anche delle numerose aziende agricole, imprese commerciali, attività artigianali colpite dal sisma e dalla crisi, del piceno?

Proporrò di fare una mappatura di un dossier di aziende agricole, di attività artigiane rimaste senza strutture, di attività commerciali che faticano a ripartire, per presentare un progetto integrato che riconosca pari dignità ai vari territori e vari settori”.

Recentemente, ha dichiarato che proporrà di reintrodurre l’educazione civica, come materia curriculare, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. In che modo crede che ripristinarla possa portare vantaggio alle nuove generazioni?

Partiamo da un dato di fatto: la consapevolezza dei diritti e dei doveri, della convivenza civile, di cosa significhi essere cittadini, non può essere affidata ad eventi spot che hanno un’efficacia del tutto marginale. Come Lega abbiamo presentato una pdl che, oltre all’insegnamento della Costituzione, prevederà il contrasto al bullismo, l’educazione stradale, il contrasto alle dipendenze e l’educazione al bello e alla legalità.Per noi della Lega è fondamentale che nella scuola si insegni cosa significhi stare all’interno di una comunità e che non esiste un diritto senza un dovere

Claudio Abbado, direttore d’orchestra, afferma che “La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti”. E’ d’accordo?

Si, i teatri, le biblioteche e i cinema sono gli acquedotti dai cui sgorgano l’identità, l’ingegno e la visone futura del nostro Paese. Ma, affinché ciò accada veramente ed in maniera efficace, questi acquedotti hanno bisogno di manutenzione e valorizzazione: questo è ciò che mi propongo di fare in Commissione. Proprio perché sono convinta che dobbiamo mettere in primo piano l’educazione al bello è che la cultura sia vitale come l’acqua sto lavorando al progetto della leva culturale obbligatoria ma in merito a questo tema ci vuole un’intervista dedicata”.

Alle nuove generazioni consiglia di studiare per vincere o per imparare?

Ai più giovani consiglio di mettersi in gioco, di ascoltarsi e di credere in se stessi e non cedere ai condizionamenti di chi dice che non ce la faremo. Bisogna essere curiosi e non fermarsi agli stereotipi comuni. Lo studio serva per comprendere il mondo che ci circonda e i talenti che ognuno di noi ha dentro di se: nei fatti, lo studio è lo strumento che ci permettere di autorealizzarci e diventare persone migliori”.


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