ASCOLI PICENO – Riprende da dove si era fermata il 27 giugno la Conferenza dei Sindaci che domani rimetterà attorno a un tavolo i primi cittadini del Piceno. Argomento? L’Ospedale Unico che la Regione ha “collocato” virtualmente a Pagliare del Tronto con Ceriscioli che però cerca il consenso della politica.

I sindaci, che avevano sospeso la prima seduta per acquisire maggiori informazioni sia sui progetti per l’eventuale nuova struttura sia per i piani sanitari dei due ospedali esistenti, hanno ricevuto ulteriori informazioni dalla direzione dell’Asur e domani si rimetteranno a discutere.

Nel frattempo, però, Guido Castelli torna a “mordere”. “Luca Ceriscioli ha già fatto la sua scelta nelle stanze chiuse della giunta regionale e ora cerca di  dare una parvenza di democraticità alla decisione, cercando di renderne complici i sindaci del territorio, stremati dalla crisi economica e resi vulnerabili dal terremoto” scrive il sindaco di Ascoli che torna a prospettare la sua idea: “Il Mazzoni resta dov’è a servizio dei paesi montani e a San Benedetto un nuovo ospedale perché d’estate la popolazione sulla costa triplica.”

 Poi il sindaco fa una serie di domande al governatore.

 

Le domande sui costi e sui tempi.

Qual è il costo complessivo del progetto e qual è la sua modalità di finanziamento?

Il finanziamento copre anche le tecnologie oltre che gli impianti e la struttura?

Quali sono i tempi previsti per la sua realizzazione?

 

Le domande sul nuovo ospedale.

Quanti sono i posti letto previsti complessivamente distinti per intensità assistenziale?

Per quali discipline è prevista una attività di ricovero ordinario?

Che tipo di organizzazione si intende dare alle aree di ricovero (per disciplina e/o per

intensità assistenziale)?

Quante sono le sale operatorie previste? Quante ore di attività chirurgica

programmata si intende mettere a disposizione delle diverse discipline? Che spazio

si intende dare alle attività in urgenza?

Che organizzazione si intende dare alle emergenze tempo-dipendenti (politraumi,

infarto ed ictus)?

Che organizzazione si intende complessivamente dare al Dipartimento di

Emergenza?

Che spazio verrà dato alle attività di post-acuzie?

Quanto personale e di che tipo si stima sia necessario per l’attività a regime del

nuovo ospedale?

Questo personale è di meno o di più rispetto a quello attualmente disponibile nei due

ospedali?

Sono previste tutte le discipline preesistenti nei due ospedali?

Sono previste altre discipline rispetto a quelle già esistenti?

Per quali attività si ritiene che il nuovo ospedale debba garantire un incremento

rispetto a quelle attualmente svolte?

Quali attività di tipo ambulatoriale complesso verranno mantenute e con quali livelli di

operatività (radioterapia, emodialisi, radiologia interventistica, attività endoscopica,

ecc)?

Quali attività ambulatoriali si ritiene andranno incrementate?

Le domande sugli ospedali che verranno accorpati

Che attività ospedaliere rimarranno nei due presidi?

Se rimarranno delle attività ospedaliere saranno compatibili con gli atti programmatori

sul numero dei posti letto?

Che attività di tipo intermedio o residenziale saranno previste?

Le attività di cui al precedente punto di quanti posti letto disporranno?

Le attività di cui ai due precedenti punti sono previste negli atti programmatori della

Regione?

Quali attività ambulatoriali verranno mantenute e con quali livelli di operatività?

Rimarranno spazi inutilizzati nei due “vecchi” presidi?

Con questi eventuali spazi cosa si farà?

 

Le domande sul periodo “di transizione”

Sono previsti interventi di adeguamento delle due strutture sia in termini di personale che di spazi, impianti e tecnologie in attesa del trasferimento?

Quali forme di integrazione tra i due ospedali che confluiranno sono state attivate e quali altre verranno progressivamente attivate?

 

Le domande sul contesto (in caso strutture ASUR)

Vi sono criticità forti nell’ambito dei servizi territoriali dell’Area Vasta che potrebbero influire sul progetto (stato della assistenza domiciliare / residenziale e rete delle cure palliative ad esempio)?

Che ruolo svolgono le strutture private nell’offerta ospedaliera dell’Area e che forme di integrazione ci sono o ci potrebbero essere tra ospedalità pubblica e privata?

In rapporto alla mobilità sanitaria, si intende governarla, come previsto dalla normativa e dal buon senso, nell’ambito di accordi di confine con le altre regioni? Che tipo di offerta danno le altre regioni in prossimità del territorio considerato?


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