ASCOLI PICENO – Appuntamento culturale ad Ascoli.

La presentazione del libro a fumetti Unidos Venceremos” di Giacomo Taddeo Traini si terrà sabato 8 settembre alle ore 18 presso lo spazio NovaDea della Libreria Prosperi, nel quale verranno esposti anche disegni originali.

L’autore ascolano, Giacomo Taddeo Traini, racconta a Piceno Oggi i temi trattati nel libro e il suo lavoro da fumettista.

Nelle sette tappe del libro, racconti le storie di persone che hanno scelto di difendere i più deboli, scegliendo la cooperazione per un nuovo modello di sviluppo economico. Come nasce questo progetto, in collaborazione con la casa editrice BeccoGiallo? 

“L’idea viene dalla rete Veneto Equo, che aveva bisogno di uno strumento per raccontare i progetti di commercio equo e solidale più importanti con cui avevano lavorato negli anni. Rivolgersi a BeccoGiallo è stato una scelta naturale, essendo una realtà editoriale padovana che da 13 anni si occupa di fumetto di realtà e di impegno civile. Il sogno di fare un libro su questa tematica io ce lo avevo da tempo, infatti la pulce nell’orecchio di realizzare un progetto del genere venne messa da me qualche anno fa, quando ero ancora volontario in una delle botteghe di Padova. Esserci alla fine riusciti tutti insieme è stata una grande soddisfazione”.

E’ stato difficile descrivere questi temi?

“Sicuramente non è stato facile. Avevamo una decina di storie tra cui scegliere e ne abbiamo selezionate sette, non è stata un’operazione facile e non avevo la stessa quantità di materiale per tutte, anzi per alcune ho dovuto fare un’intensa ricerca personale. In particolare per alcuni capitoli, come quello ambientato in Serbia, ho speso diverso tempo a documentarmi sulle vicende e le dinamiche della guerra serbo-bosniaca per poter dare una cornice socio-culturale solida alla storia. Ma la difficoltà più grande è stata quella emotiva. Per necessità narrativa ho dovuto rielaborare parole dette da persone reali senza snaturare o minimizzare il contenuto, per cui ho sentito una forte responsabilità nei confronti dei protagonisti delle storie. Cercare di riassumere e avvicinarmi il più possibile ai concetti da loro espressi é stata forse la difficoltà più grande”.

Nato ad Ascoli Piceno, hai coltivato gli studi alla Scuola Internazionale di Comics a Padova. Quanto le due città sono presenti nel tuo lavoro di illustratore e fumettista?

“In un modo o in un altro sono entrambe sempre presenti. Negli anni ho iniziato a sentirmi a casa in entrambi i posti ed era inevitabile che il mio lavoro finisse per raccontarli. A Padova sono attivo in alcune realtà sociali a cui metto volentieri a disposizione quel che so fare per illustrare libri, opuscoli, maglie, adesivi, locandine per cui mi è capitato spesso di raccontare Padova e il Triveneto nel mio lavoro. Vorrei fare lo stesso per Ascoli in futuro, sono stato molto contento della risposta che c’è stata quando feci un’illustrazione per il terremoto di Amatrice che venne poi condivisa e visualizzata migliaia di volte. Mi ha fatto capire che questo è un territorio unito che ha voglia di essere raccontato. E comunque quel che sicuramente c’è di ascolano nel mio lavoro è l’indole, la nostra capacità di socializzare e un pizzico di faccia di bronzo che mi ha permesso di buttarmi e inserirmi in tante realtà padovane.”

Cosa spinge un ragazzo così giovane a soffermarsi e riflettere sull’importanza di tematiche sociali, che affrontano i problemi seguendo la direzione della collettività e della cooperazione?

“Sono sempre stato attivo nel sociale in un modo o in un altro e ho sempre creduto nella forza dell’unione e della cooperazione. Non penso che si sia mai troppo giovani per farlo, anzi. Studiare e raccontare le cooperative di commercio equo e solidale nel mondo mi ha dato sicuramente nuova linfa per credere nel cambiamento. Adesso ho in mano delle storie da mostrare agli increduli che non pensano che un modo diverso di vivere i consumi e il lavoro esiste. E funziona”.

Il fumetto rappresenta la tua forma d’espressione nella società. Hai altri progetti in cantiere? Cosa consigli ai ragazzi che vorrebbero diventare illustratori e fumettisti?

“Adesso sto lavorando ad un altro libricino più breve sempre sulla tematica del fair trade che avrà un target un po’ più giovane. Inoltre ho in cantiere un altro paio di progetti come autore mentre va avanti l’esperienza di curatore di Stormi, rivista digitale di giornalismo a fumetti, se vi interessa il genere dategli un’occhiata. Ai ragazzi, sopratutto ascolani, che vogliono fare fumetti o illustrazione direi di impegnarsi senza smettere di divertirsi e soprattutto di studiare questo mondo, di capire quali sono le dinamiche dell’editoria e come si fa un fumetto. Un modo importante per farlo è l’autoproduzione. Stampate, fotocopiate, spillate, vendete e regalate a parenti e amici. Se il vostro lavoro non lo vede nessuno, nessuno può criticarvi e se nessuno critica non si migliora mai”.


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