MISANO – Ha fatto il giro del mondo, purtroppo, l’episodio clou della domenica sportiva di moto in Emilia Romagna.

Parliamo ovviamente del gesto, sconsiderato, del pilota ascolano Romano Fenati, Marinelli Snipers Team, che durante la gara di Moto2 a Misano ha tirato la leva del freno anteriore ad un avversario, l’altro italiano Stefano Manzi, mentre le due moto viaggiavano ad oltre 200 chilometri orari, rischiando di causarne la caduta e peggiori conseguenze.

Prima è arrivata la bandiera nera per l’ascolano, poco dopo l’esclusione da parte della Federazione Internazionale di motociclismo per i prossimi due Gran Premi. Il team di Fenati, insieme ad altri piloti fra cui lo stesso Manzi e Valentino Rossi, ha condannato il gesto folle del pilote.

Romano e la madre Sabrina si sono difesi dicendo che Manzi aveva provocato durante la competizione ma si sono comunque resi conto, probabilmente nel rivedere le immagini, della grave reazione e infrazione commessa.

Il mondo del Web si è scatenato con migliaia e migliaia di commenti. La maggior parte degli utenti condanna l’ascolano: “Da radiare”, “Pazzo, poteva commettere una tragedia”, “Non ci si comporta così”, “Non dovrebbe salire più su una moto” sono tra i commenti più gettonati e meno coloriti.

Ma una parte si concentra, invece, sul pilota ascolano e invoca un aiuto nei suoi confronti: “Non è una cattiva persona, non sa controllare i nervi. Va aiutato”, “Facile inveire contro, così si fa solo peggio”, “Deve comprendere che questi comportamenti e scatti non possono essere tollerati ma la gogna mediatica è troppa” si legge fra i numerosi commenti intercettati.

Romano ha sbagliato, lui lo sa e lo ha ammesso. E’ stato punito con una squalifica per due Gran Premi ma l’auspicio è che il pilota ascolano ragioni a lungo sulla gravità del gesto e la famiglia deve essere presente per aiutare a capire, come sta già comunque facendo, cosa è stato fatto.

Inevitabile, giusta e scontata l’indignazione di addetti al lavoro, tifosi e non. Ma dopo la rabbia deve seguire un piano di recupero, soprattutto psicologico, nei confronti del pilota ascolano. Non una sorta di emarginazione che farebbe soltanto ulteriormente male.

Romano Fenati, con molta probabilità, ha toccato il punto più basso della sua carriera ma ora deve lavorare sodo per risalire e farsi nuovamente apprezzare come nelle prime uscite. Sta a lui, naturalmente, farsi perdonare e gestire meglio i suoi nervi ma il mondo del motociclismo non deve voltare completamente le spalle se vuole essere complice nel recupero sportivo e, ripetiamo, soprattutto psicologico del pilota.

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