ASCOLI PICENO – Il Nucleo Speciale Beni e Servizi, a fronte di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha in corso di esecuzione il sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Roma, di 108 domini web monitorati sulla rete, che rendono disponibile gratuitamente ed integralmente un vastissimo quanto aggiornato catalogo di opere multimediali (film, anche in prima visione, serie tv, musica, ebooks e altro) in evasione dei diritti patrimoniali spettanti agli autori.

L’operazione denominata “Clean Out” rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Speciale Beni e Servizi, inquadrato nel Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza competente a livello nazionale in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica attraverso il monitoraggio sistematico della Rete.

Nel corso delle indagini è stato possibile individuare una mole di domini che, utilizzando appositi servizi di anonimizzazione, consentivano a tali siti di identificarsi come ubicati fuori dal territorio nazionale. Tale metodologia rappresenta una evoluzione alle tecniche criminali di pirateria sulle reti elettroniche.

Il Nucleo Speciale della Guardia di Finanza, dopo aver già sperimentato con successo in precedenti indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, il metodo “follow the money”, idoneo a ricostruire i flussi economici prodotti dal marketing pubblicitario generato dai domini che pubblicavano materiale protetto dal diritto d’autore, ha sviluppato una nuova strategia investigativa denominata “follow the hosting” che coinvolge direttamente gli “Host nazionali” permettendo di verificare se sui propri server vi è la presenza di un servizio “Web Hosting, Cloud Hosting, VPS Hosting, Server Dedicato” oppure la fornitura di un servizio per il trasferimento o registrazione del nome a dominio.

In tal modo si arriva ad identificare l’utente responsabile dell’attività criminale rendendo inefficace l’adozione dei sistemi di anonimizzazione utilizzate da tali soggetti per coprire le loro condotte illegali. La messa a disposizione del pubblico su reti telematiche di tale materiale, protetto dal diritto d’autore, è punita dall’art. 171 ter, II comma, lettera a-bis della legge 633/1941 che prevede fino a quattro anni di reclusione.


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