ASCOLI PICENO – C’è curiosità per un incredibile ritorno nel mondo del pallone.

Parliamo di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, sempre più vicini all’acquisizione del Monza, squadra lombarda militante in serie C.

Sembra ormai tutto pronto per la “rinascita” della coppia che fece storia nel Milan (incette di trofei nazionali e internazionali) per poi lasciare il calcio nel 2016 e cedere il blasonato Club ai cinesi con non poche polemiche anche per la discutibile gestione negli ultimi anni tra acquisti flop, allenatori ‘bruciati’ e la sanzione dell’Uefa inerente al Fair Play finanziario.

Intanto la città lombarda e i suoi tifosi sognano. A Monza si parla addirittura del possibile sogno di approdare in serie A, passando per la B naturalmente. Solo parole e tanto entusiasmo, certo, ma la realtà sarà comunque ben diversa. Il campionato di Lega Pro è molto ostico e il Monza dovrà sudare per ottenere grandi risultati.

I brianzoli sono inseriti nel girone B e giocheranno varie partite nella Marche: Berlusconi e Galliani affronteranno Samb, Fermana, Fano e Vis Pesaro. Trasferta anche in Abruzzo data la presenza del Teramo.

C’è un precedente da non sottovalutare per i due, al probabile anno di esordio con la società lombarda. Le Marche, al primo anno di Milan, non portarono bene all’ex Presidente e Amministratore Delegato rossonero. Era l’anno 1986-87, esattamente il 14 settembre: a San Siro i bianconeri dell’Ascoli espugnarono San Siro con un (gran) goal di Massimo Barbuti. Il giorno di festa di Silvio Berlusconi, al debutto, fu “rovinato”. Era la prima giornata del campionato di serie A. In panchina per i rossoneri c’era Nils Liedholm e per i bianconeri Aldo Sensibile con alla presidenza Costantino Rozzi.

Al ritorno, il 18 gennaio 1987 al “Del Duca” di Ascoli, andò nuovamente male. Vittorio Pusceddu freddò i rossoneri e regalò la vittoria al Picchio per una rete a zero. A fine partita, in sala stampa, incalzato dai giornalisti Galliani difendeva dalle critiche mister Liedholm ribadendo che sarebbe rimasto al timone fino alla fine del torneo. Una promessa non mantenuta dato l’allontanamento dell’allenatore svedese a cinque giornate dal termine: al suo posto Fabio Capello che vinse lo spareggio Uefa contro la Sampdoria a Torino e centrò la qualificazione in Europa. Il Milan aveva terminato il campionato al quinto posto, l’Ascoli al dodicesimo.

Poi venne Arrigo Sacchi e dal 1988 sappiamo tutti come andò a finire: per il Milan vittorie, soddisfazioni e trofei fino al triste declino dal 2012 al 2016. Il nostro, comunque, vuol essere un simpatico monito a non sottovalutare il campionato di Lega Pro e specialmente le sfide con le marchigiane. Intanto, buon ritorno a Berlusconi e Galliani nel calcio giocato.

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