ASCOLI PICENO – Il Presidente della Provincia di Ascoli, Paolo D’Erasmo, ha inoltrato ai parlamentari eletti nel territorio la richiesta di un loro impegno diretto nelle sedi parlamentari competenti, volto ad ottenere l’erogazione indispensabile e celere dei finanziamenti annunciati dal Governo per la manutenzione dei ponti del Piceno.

Proprio stamane, 21 settembre, il Presidente ha, infatti, inviato una dettagliata lettera agli onorevoli Rachele Silvestri e Roberto Cataldi, al senatore Giorgio Fede e alla senatrice Giorgia Latini, in cui ricorda le priorità e le necessità del territorio ponendo l’accento sull’urgenza dell’intervento straordinario promesso dal Ministero.

L’Amministrazione Provinciale, nelle scorse settimane, aveva provveduto ad inviare nei tempi richiesti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione dei ponti dislocati sulla rete viaria di competenza, circa 960 km. Come da richiesta ministeriale, erano state precisate le risorse finanziarie, 24 milioni e 160 mila euro, ritenute necessarie per le opere di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria delle strutture di competenza, oltre che per la loro ispezione e sorveglianza.

“La sicurezza delle strade e dei ponti è stata fin dall’inizio di questo mandato una priorità assoluta per l’Amministrazione Provinciale – evidenzia il Presidente D’Erasmo – dal 2015 è stato quindi avviato un inteso e puntuale lavoro per istituire un catasto dei ponti, oltre 300 presenti sul territorio ed individuarne necessità e stato di conservazione. Questa attività di monitoraggio si è ulteriormente accelerata con il terremoto del 2016. Trovandosi poi il nostro Ente in procedura di riequilibrio – precisa il Presidente – risulta ancora più urgente e decisivo un impegno finanziario da parte dello Stato per far fronte alle varie esigenze manifestate. Auspico pertanto che i nostri rappresentati a Montecitorio e Palazzo Madama possano farsi interpreti efficaci delle richieste in tema di infrastrutture di un territorio già duramente provato dal sisma e dalla crisi economica”.


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