APPIGNANO DEL TRONTO –  Il Teatro comunale S.A.L.E di Appignano del Tronto apre nuovamente le sue porte, mercoledì 31 ottobre, alle ore 21:00, per uno spettacolo teatrale dal titolo “ Malanova”.

A portare in scena questa drammaturgia sarà la Compagnia Sciarra Progetti Teatro, fondata nel 2009 dall’attore Ture Magro, in collaborazione con il Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda .

Malanova, storia cruda e inenarrabile. È una storia vera di violenze e soprusi, tratta dall’omonimo libro di Cristina Zagaria, giornalista del quotidiano Repubblica e Anna Maria Scarfò, interpretata da Ture Magro, Doppio nastro d’argento 2009 e 2011, che ne firma la drammaturgia insieme a Flavia Gallo, Drammaturga e ricercatrice presso l’università Roma Tre.

Come scrive Caterina Migliorini della Compagnia Sciarra Progetti Teatro, “ “Malanova” è parlare di violenza di genere ma in maniera differente, mettendo al centro dell’attenzione un’indagine al maschile, lasciando la violenza sullo sfondo, facendola emergere dall’intrecciarsi delle vite dei vari protagonisti.

E’ raccontare la storia di una donna, non vittima, ma protagonista di una vera e propria rinascita successiva alla forza della denuncia. “Malanova è la ragazza del Sud che ha avuto il coraggio di denunciare un intero paese”, un paese che osservava, consapevole, senza intervenire. E’ parlare di amore e di speranza, di omertà e di responsabilità.  E’ sapere di essere coinvolti in una trama che ci rende tutti ugualmente responsabili dell’altrui sofferenza alimentata anche e soprattutto dai silenzi di chi è mandante inconsapevole, chi sa e non interviene”.

“Siamo fortemente consapevoli dell’importanza del teatro, quale strumento formativo, di educazione e di sensibilizzazione delle coscienze umane. Quotidianamente, ci troviamo di fronte, tramite i mass-media, a scene di bullismo, di violenze verbale e non, di relazioni umane argillose e poco stabili, tra adulti, tra pre-adolescenti e tra adolescenti. Portare sul palcoscenico, una rappresentazione come quella di Malanova, significa andare a toccare nel profondo il cuore di chi assiste allo spettacolo, significa richiamare le coscienze ad una responsabilità collettiva e comune, significa risvegliare il desiderio d’amore per sé stessi e per gli altri per vivere in un mondo dove vince l’amore, la fratellanza, l’unione, l’amicizia e il rispetto” si legge in una nota.


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