ASCOLI PICENO – Il Rifugio Zilioli sul Monte Vettore sarà ricostruito grazie alla donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli, per oltre 185 mila euro.

L’Avis provinciale Ascoli Piceno e la SAT – Società Alpinisti Tridentini, a conferma della serietà e della concretezza del CAI Sezione di Ascoli Piceno e della credibilità e dell’autorevolezza della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno hanno deciso di destinare risorse aggiuntive per l’allestimento e l’acquisto di attrezzature importanti e beneficio del rifugio stesso.

Il Rifugio Zilioli era una piccola costruzione in muratura, edificata a 2.250 mt s.l.m., adatta a tutti gli appassionati di escursionismo ad alta quota. Fu costruito dalla sezione ascolana del Club Alpino Italiano e dedicata alla figura di Tito Zilioli, alpinista originario di Ascoli, che perse la vita nei pressi dell’accesso al rifugio, sulla base di un atto della Comunanza Agraria di Pretare del 1958 con cui si deliberava “di concedere gratuitamente al Club Alpino Italiano di Ascoli un’area di circa 50 mq a quota 2.240 in località Sella delle Ciaule sul monte Vettore”; e di autorizzare “il Club Alpino di Ascoli a costruire in detta area la capanna ricordo “Tito Zilioli”.

Il Rifugio, seppure di piccole dimensioni, rappresentava un ricovero d’emergenza e di breve sosta, in alcuni casi si poteva utilizzare anche per trascorrerci la notte. Nel 2002 fu affidato alla sezione Cai di Perugia, che lo gestiva attraverso un sistema di prenotazione, in funzione dei centinaia di soci provenienti da ogni regione d’Italia.

Nel 2015, tornò di competenza al Cai di Ascoli Piceno. Un beneficio, quello del Rifugio Zilioli, che si estende all’intero comprensorio della montagna picena: difatti, è accessibile da Arquata del Tronto, nel cui territorio ricade, da Montegallo, da Montemonaco, oltre che da Castelluccio di Norcia. Soltanto nell’anno precedente il sisma che lo ha reso inutilizzabile, sono stati oltre 120 gli escursionisti che vi hanno pernottato, utilizzando la piattaforma telematica di prenotazione predisposta dalla sezione ascolana.

“La sensibilità ed il sostegno determinante – si spiega nel comunicato del Cai di Ascoli – della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, che con il masterplan terremoto sta mettendo in campo importanti energie per la ripartenza della nostra comunità, permetteranno di restituire a questo meraviglioso territorio una struttura antisismica, leggera, più termica e confortevole sia per i ricoveri di emergenza, sia per i pernottamenti programmati da escursionisti e trekker. Un rifugio moderno, al servizio degli appassionati di montagna, ma anche del Soccorso Alpino, che vi fa base per le esercitazioni e per gli interventi di recupero.

Al fondamentale finanziamento per la ricostruzione assicurato dalla Fondazione, si affiancano i contributi dell’Avis provinciale e della SAT (Società Alpinisti Tridentini), che permetteranno di ampliare la sua funzione ad importanti e utili aspetti scientifici, come il monitoraggio della faglia, cui potrebbe essere interessata l’Università di Camerino; oppure una piccola stazione meteo. O anche, sarà possibile dotare il rifugio di opportune tecnologie volte a migliorarne la fruibilità, come la produzione di energia eolico/solare, oppure un software di controllo remoto di prenotazioni e ingressi.

E non poteva mancare il logo della ricostruzione, creato appositamente dal grafico illustratore Marco Zaini.
La straordinaria sinergia di tre importanti e prestigiosi soggetti che, con finalità istituzionali diverse, condividono impegno e sostegno del territorio, è l’ennesima testimonianza di come il Terzo Settore sappia essere concretamente vicino alle nostre comunità colpite dal sisma.”

Già la forte scossa del 24 agosto 2016 aveva seriamente danneggiato la struttura, come hanno potuto rilevare Istruttori e Soci saliti per un primo sopralluogo. Purtroppo, i terremoti successivi del 26 e del 30 ottobre (6.5 Richter) hanno reso il rifugio inagibile, come attesta il sopralluogo tecnico della Protezione Civile richiesto con apposita scheda IPP al Comune di Arquata del Tronto, nella quale chiaramente il Rifugio presentava “profonde fessurazioni (probabili lesioni passanti)
lungo le mura perimetrali esterne; mentre sulla parete lato sud-ovest si è verificata la parziale espulsione di alcune pietre.”

L’obiettivo -spiega la presidente Paola Romanucci – non è soltanto di restituire alla comunità il piccolo rifugio sul Monte Vettore, tradizionale meta di centinaia di appassionati ogni anno, riferimento per il Soccorso Alpino e, in alcuni casi, anche provvidenziale “salvavita”: la Sezione ascolana propone di fare della ricostruzione del rifugio una preziosa opportunità. Un contributo alla crescita delle conoscenze tecniche nel campo dell’architettura antisismica in quota, alla maggiore sicurezza della comunità e, in definitiva, della cultura della montagna.


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