ASCOLI PICENO – Anche CasaPound interviene sulla questione dello spostamento dello scalo dei bus tra le Marche e Roma ad Anagnina. E lo fa scrivendo una lettera aperta al senatore del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede: “Ci rivolgiamo a lei come rappresentante politico del sud delle Marche, dove è stato eletto, nonché come collega di partito del sindaco di Roma Virginia Raggi. Proprio quest’ultima, insieme all’azienda di trasporto Atac, sembrerebbe intenzionata a dirottare lo scalo delle linee Roma-Marche allo snodo di Anagnina. Una soluzione inaccettabile per i tanti studenti e lavoratori della capitale che fanno la spola tra Roma e le Marche, i quali vedrebbero dilatarsi di ulteriori 40 minuti i tempi di percorrenza da e per il centro della Capitale. Ci auguriamo che lei possa farsi portavoce di una battaglia che non ha un solo colore politico, ma un’importanza territoriale più ampia, e che possa far sentire la sua voce sia all’interno che all’esterno del suo partito”.

Egregio senatore Giorgio Fede,
Ci troviamo a scriverle questa missiva aperta sperando di catalizzare quante più attenzioni possibili e consapevoli che lei possa essere il nostro collegamento tra territorio e amministrazione romana, in quanto, ciò che stiamo per esporle è la situazione di un territorio martoriato nel campo del trasporto pubblico e dei collegamenti sia verso la capitale, sia verso le principali direttrici italiane, e che paradossalmente le scelte della giunta Raggi e dell’Atac potrebbero addirittura peggiorare.

Le scriviamo poiché il sud delle Marche e il Piceno in particolare, sono territori che non sono dotati di aeroporto, distanti dai grandi scali dell’aviazione e con collegamenti spesso difficoltosi verso i, già di per sé, ridotti scali di Falconara e Pescara.

Ci troviamo geograficamente sul lato adriatico della nazione, la sponda dove la politica ha deciso di non sviluppare i treni ad alta velocità fino ad oggi e per la quale non esiste nessun progetto in questo senso nemmeno per un futuro remoto.

Ci troviamo in quel sud delle Marche dove la terza corsia dell’A14 Adriatica non arriva, perché si ferma a Porto Sant’Elpidio.

Ci troviamo là dove le scelte politiche hanno preferito non dotarci di una autostrada verso la Capitale, nonostante Ascoli Piceno sia a 200 chilometri in linea d’aria da Roma e sia attraversata dalla millenaria strada della Salaria, preferendo invece investire risorse in due autostrade abruzzesi che portano a Roma. Opere mastodontiche queste ultime, per le quali sono stati costruiti centinaia di piloni in zone ostiche e si è preferito finanziare il traforo della più grande montagna dell’Appennino, il Gran Sasso, piuttosto che potenziare un percorso pre-esistente.

Ci troviamo in quella zona martoriata dai terremoti del 2016 e del 2017, di cui tanto è stato scritto, ma per la quale poco si è fatto. Per limitarci ad un discorso viario e di comunicazione al riguardo, è dall’agosto del 2016 che i collegamenti con l’Umbria del sud delle Marche sono o interrotti o soggetti a restrizioni degli orari che ci costringono a progettare spostamenti con tabelle su una mano ed orologi nell’altra.

Come ben sa, inoltre, da tutto il sud delle Marche è impossibile e anacronistico raggiungere la Capitale attraverso le ferrovie. Basta andare sul sito di Trenitalia e digitare, ad esempio, partenza da Ascoli Piceno ed arrivo a Roma. Si apriranno soluzioni al limite del ridicolo, si va da quella minima di 5 ore e mezzo ad alcune ipotesi di 8 ore con cambi annessi. Una percorrenza inaccettabile per una città a 200 chilometri.

Questo quadro generale ha portato nel tempo a inquantificabili problemi sia sul lato economico che su quello turistico, settori che risentono fortemente di questa pesante situazione generale e che vedono fortemente penalizzati gli investimenti.

Tutto ciò fa sì che per il trasporto pubblico delle Marche del sud in direzione della capitale siano ancora vitali e utilizzatissimi i pullman di linea, come 80 anni fa, unici a garantire soluzioni ancora accettabili (ad essere generosi) nei prezzi e nella tempistica: circa tre ore e mezza.

Anche le linee Roma-Marche, però, sono da tempo soggette a provvedimenti e riduzioni delle corse che aumentano la distanza tra sud delle Marche e capitale. Qualche anno fa lo scalo romano fu spostato dal comodo e centrale Castro Pretorio, a due passi dalla stazione Termini, a quello meno agevole e periferico di Roma Tiburtina, tra il disappunto generale.

Ci rivolgiamo a lei come rappresentante politico del sud delle Marche, dove è stato eletto, nonché come collega di partito del sindaco di Roma Virginia Raggi. Proprio quest’ultima, insieme all’azienda di trasporto Atac, sembrerebbe intenzionata a dirottare lo scalo delle linee Roma-Marche allo snodo di Anagnina. Una soluzione inaccettabile per i tanti studenti e lavoratori della capitale che fanno la spola tra Roma e le Marche, i quali vedrebbero dilatarsi di ulteriori 40 minuti i tempi di percorrenza da e per il centro della capitale.

Ci auguriamo che lei possa farsi portavoce di una battaglia che non ha un solo colore politico, ma un’importanza territoriale più ampia, e che possa far sentire la sua voce sia all’interno che all’esterno del suo partito.
Certi di un positivo interesse e di qualche riscontro tangibile, porgiamo cordiali saluti.

Giorgio Ferretti, responsabile CasaPound Ascoli Piceno
Leonardo Iselle, responsabile CasaPound San Benedetto Del Tronto
Francesco Pacini, responsabile CasaPound Fermo


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