ASCOLI PICENO – La 1, la 2 o la 3? No, non è un vecchio quiz del compianto Mike Bongiorno, ma il Tetris che ha di fronte a sé il sindaco di Ascoli Guido Castelli in merito all’indicazione del luogo dove potrebbe sorgere il Nuovo Ospedale Piceno. Non più “Unico”, probabilmente, ma il “Principale”, senza dubbio.

Agli albori della disputa, il sindaco si era espresso a favore della scelta dell’area di Campolungo, in territorio ascolano e a ridosso di Castel di Lama: “La nostra indicazione non costituisce una pretesa ma una dichiarazione di disponibilità” scrisse nel 2014.

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Ma soltanto pochi mesi fa Castelli non disdegnava di usare quasi quotidianamente i social network per criticare il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e della vice Anna Casini, “entrambi del Pd”, per la decisione di chiudere l’ospedale di Ascoli (oltre che quello di San Benedetto) dopo il voto della Conferenza dei Sindaci dello scorso 2 agosto, nella quale si indicò alla Regione di costruire il nuovo ospedale a Spinetoli con la “chiusura degli ospedali di Ascoli e San Benedetto”.

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Posted by Guido Castelli on Friday, 10 August 2018

Oggi, però, le carte sono cambiate. San Benedetto, su pressione iniziale dello scalpitante consigliere comunale di Giorgio De Vecchis, il sindaco Pasqualino Piunti ha raccolto l’idea di superare il voto del 2 agosto e ha coinvolto i sindaci della costa nella richiesta di un nuovo voto, chiedendo il Nuovo Ospedale sulla costa (zona Monteprandone) e un ospedale di Base ad Ascoli.

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A sua volta il Presidente Ceriscioli, messo nel mirino proprio da Castelli nel video proposto, ha dichiarato che la Regione non si opporrà ad una eventuale richiesta di due ospedali, di cui uno solo di Primo Livello (clicca qui).

Ma fin qui eravamo con due sole buste: quella del 2 agosto, ovvero un Ospedale Unico Piceno a Spinetoli, e quella che sventola fra le mani di Piunti & C., ovvero un Nuovo Ospedale sulla costa con il mantenimento di un ospedale di Base ad Ascoli.

Senonché da Offida – guarda un po’ – arriva una ulteriore opzione attraverso il sindaco Valerio Lucciarini: Nuovo Ospedale a Spinetoli e mantenimento dei due ospedali a San Benedetto ed Ascoli come presidi di Base.

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La 1, la 2, o la 3? In attesa che il presidente della Conferenza dei Sindaci, Angelo Flaiani di Folignano, convochi una nuova riunione, e mentre si vanno delineando le posizioni dei primi cittadini piceni, pesa il silenzio del sindaco di Ascoli in una fase molto importante della discussione. E non sembra un caso, considerando come Castelli sia abituato a non tacitarsi quando ravvede la possibilità di orientare le opinioni o rappresentare al meglio gli interessi dei cittadini che lo hanno eletto. O, all’inverso, sa quando è il caso di giocare in attesa piuttosto che in attacco, scoprendo il fianco debole. Come parrebbe essere questo momento.

Perché purtroppo nelle tre buste che sembrano ora sul banco, per Castelli il quiz proposto rischia di essere una lose-lose situation, una situazione in cui qualsiasi scelta conduce ad una sconfitta.

Sulla busta 1), Ospedale Unico a Spinetoli, come da voto del 2 agosto, il sindaco di Ascoli si è già espresso chiaramente e al momento non sembrano esserci margini affinché questa opzione venga riconfermata con un voto.

Sulla busta 2), Primo Livello sulla Costa e di Base ad Ascoli, Castelli potrebbe far valere l’opzione migliorativa rispetto alla precedente, ma dovrebbe anche giustificare ai cittadini l’accettazione di Ascoli come presidio di Base e la costa come Primo Livello. Rischierebbe di trovarsi anche sotto il fuoco delle opposizioni, che potrebbero speculare su questo, proprio a ridosso della scadenza del mandato.

Sulla busta 3), ovvero Nuovo Ospedale a Spinetoli e presidi di Base ad Ascoli e San Benedetto, Castelli potrebbe trovarsi in una situazione leggermente migliorativa rispetto alle precedenti ma di fatto si troverebbe a convergere verso una opzione lanciata dai sindaci della Vallata – il che non è cosa da poco, considerate le pregresse rivalità politiche. Inoltre occorre capire se la Regione Marche accetterà una opzione del genere o se in questo caso verrebbero intaccate le risorse sanitarie per le specializzazioni del Primo Livello.

La vecchia carta di Castelli, magari riaggiornata, ovvero un Ospedale di Primo Livello a Campolungo e uno di Base sulla costa, sembra davvero difficoltosa per la contemporanea opposizione dei sindaci della Vallata e quelli sulla costa, che dalla loro sventoleranno i criteri delle norme Balduzzi-Lorenzin.

A meno che, finito magari il Lungo Silenzio, ad Ancona cambierà nel frattempo qualcosa. Magari nel 2019. Troppo lontano, forse.

 

 

 


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