ASCOLI PICENO – “La gestione istituzionale del consiglio comunale si è piegata a tristi azioni di propaganda politica del presidente. E non è un caso se alla sua autocelebrazione fosse presente solo 1/3 del consiglio comunale! C’è qualcuno che ha sostenuto in maniera silenziosa e servile tutte le scelte devastanti per la città ed ora si vuole erigere a novello della politica dopo una sonora sconfitta alle passate elezioni politiche”.

Così il consigliere comunale del Partito Democratico di Ascoli, Francesco Ameli, che si scaglia contro l’amministrazione e ‘punge’ Marco Fioravanti: “Se Fioravanti, il candidato sindaco della destra ascolana, pensa di poter usare le istituzioni come un proprio giocattolo, sbaglia di grosso. E non è un caso se tutti i consiglieri del Pd non hanno partecipato, e condivido in toto le parole dei consiglieri Bellini ed Allevi: il presidente del consiglio ha umiliato le minoranze e vilipeso la dialettica democratica”.

Ameli cita Guccini: “L’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto’, questa mi sembra essere la paradossale situazione ascolana, dove tutto viene piegato a piccoli interessi – prosegue il consigliere – Chi oggi vuole trovare una nuova verginità non ha avuto la dignità politica di pronunciare una parola che sia una (Quando doveva essere pronunciata!!) sulla gestione dei parcheggi, sullo scandalo avvenuto con la vendita delle nostre partecipate, sui milioni che non vengono reinvestiti sulla città, sugli impianti di illuminazione, sulla tribuna, sulla gestione degli impianti sportivi e la lista è lunga!! Dov’è la casa della trasparenza e della partecipazione quando vengono spesi 50 mila euro per l’autoelogio del sindaco a spese dei cittadini? – dichiara il democratico – Dov’è la casa della trasparenza e della partecipazione quando ci sono proposte del 2014 in consiglio comunale che devono essere ancora discusse e quando approvate poi non hanno seguito?”.

Ameli continua: “Dov’è la casa della partecipazione quando vengono spesi soldi per solo 2 ore di consiglio? Per quanto mi riguarda, Fioravanti riesce a far rimpiangere la conduzione del passato presidente del Consiglio Umberto Trenta – conclude il democratico – Nel comune c’è chi brinda ai disastri da loro creati, fuori c’è una città che soffre che ancora non ha risposte adeguate”.


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