ASCOLI PICENO – E’ stato approvato con l’ultima legge di bilancio l’ordine del giorno a firma dell’onorevole del Movimento 5 Stelle Rachele Silvestri che impegna il governo a compiere uno studio di fattibilità sulla realizzazione della cosiddetta “Ferrovia dei due mari” per unire il Piceno a Roma.

“Tra l’impegni presi in campagna elettorale – afferma la deputata pentastellata – c’era quello preso con Italia Nostra sul portare avanti la questione Ferrovia dei due mari, abbiamo studiato tutte le carte ed abbiamo presentato quest’ordine del giorno che impegna il Governo ad uno studio di fattibilità dell’opera, questo perché per ogni infrastruttura nazionale noi siamo dell’idea che prima di iniziarla bisogna fare un’analisi costi/benefici per capire se questa infrastruttura possa avere veramente un senso”.

“Oltre a questo ci stiamo muovendo su tutto l’aspetto infrastrutturale del territorio – prosegue la Silvestri – siamo fortunati perché il presidente della Commissione Infrastrutture del Senato Mauro Coltorti è marchigiano, lo abbiamo quindi messo a conoscenza di tutto quello che è il panorama infrastrutturale delle Marche sud; parlo di Marche sud perché abbiamo riscontrato anche sotto l’aspetto dei treni, e a tal proposito a breve avrò un incontro con i dirigenti delle Ferrovie dello Stato, perché se andiamo a vedere le tratte dei Freccia bianca all’interno della regione Marche, vediamo che Pesaro e Ancona la fanno da padrone con un treno ogni ora mentre le tre province delle Marche sud hanno all’incirca quattro cinque treni al giorno. Chiederemo il perché di questo diversità di trattamento tra le province della stessa regione”.

“Ci stiamo muovendo anche sotto altri panorami – conclude la deputata ascolana – come ad esempio sulla Pedemontana Marche – Abruzzo che collegherebbe Ascoli a Teramo che è all’interno dell’accordo di programma dell’Area di Crisi Industriale Complessa, la teniamo sotto controllo per vedere il Ministero come si stia muovendo”.

“Come gruppo di Ascoli – le dichiarazione del consigliere comunale ascolano Giacomo Manni – stiamo cercando di utilizzare i nostri parlamentari per portare avanti l’incompiuta Ferrovia dei due mari e le altre infrastrutture, nei prossimi giorni il senatore Coltorti verrà in Ascoli per parlare di questo. Per andare da Ascoli a Roma attualmente ci vogliono 7/8 ore, subiamo questa carenza; anche Teramo non ha una ferrovia per Roma, sarebbe opera di grande utilità. Questo ordine del giorno impegna il governo a stanziare soldi per lo studio di fattibilità, indispensabile prima di iniziare un’opera dal grande costo”.

“Questa ferrovia sarebbe importante per un territorio devastato dal terremoto – continua Manni – e collegherebbe il mar Tirreno con il mare Adriatico, aprire un via d’ingresso tra Roma e il reatino, penso ad Accumoli e Amatrice, e con Arquata arrivando fino a San Benedetto, diventerebbe un volano a livello economico. Questo atto era importante per capire se questa opera è fattibile oppure no e nel caso perché no. Questo territorio anche in passato per colpa della politica è stato bistrattato, speriamo che la regione Marche ed il Partito Democratico ci segua in questo progetto e che ci sia una sponda trasversale”.

“Come gruppo di Ascoli da sempre ci siamo impegnati su questo progetto – le parole dell’altro consigliere comunale del Movimento Massimo Tamburri – è importante l’approvazione di questo ordine del giorno perché è una cosa concreta, soprattutto di questi tempi in cui la spesa pubblica è estremamente controllata bisogna calcolare bene le opere prima di farle. E’ strano che se ne sia parlato per decenni ma che non si sia mai fatto un piano, tra i tanti benefici che porterebbe ci sarebbe quella di far diventare Ascoli meta dei romani nei fine settimana, come in parte già è”.

“Sono stati stanziati centinaia di milioni di euro per il Quadrilatero – conclude Tamburri – opera sicuramente importantissima, però qui quanti ne spendiamo? In un momento di particolare difficoltà poi. Cercheremo di contrastare quest’atteggiamento della regione Marche che fa figli e figliastri e in cui in tutti i settori siamo trattati diversamente, con meno fondi e meno investimenti”.


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