ASCOLI PICENO – “Comprendiamo le preoccupazioni dei sindaci più vicini alla discarica di Relluce. Ma ci sono dei punti chiave che non vengono percepiti in maniera corretta. E per questo vogliamo fare chiarezza”.Inizia così un dossier divulgato da Ascoli Servizi Comunali, un documento che analizza inquinamento, rischio frane e che contiene la valutazione finale della partecipata dell’Arengo che punta a riaprire Relluce perché, parole loro, “costruire da zero una nuova discarica con tutti gli impianti sarebbe uno spreco di denaro pubblico”. Dalle stime della ditta la ripartura permettere di “abbancare” circa 8mila metri cubi di spazzatura.

INQUINAMENTO. Parte dalla valutazione ambientale il documento di Ascoli Servizi. “Il presunto inquinamento delle falde acquifere non esiste in primis perché non c’è una falda” e qui la partecipata cita due sentenze del 2018 del Tribunale di Ascoli e del Tar Marche. “L’Arpam  ha anche stabilito” si legge ancora “che i valori considerati a rischio sono legati alla tipologia di terreno, che ha caratteristiche mineralogiche specifiche. La conferma è arrivata dalla sentenza di assoluzione al termine del processo a carico dell’ex presidente e del direttore tecnico di Ascoli Servizi Comunali dall’accusa di inquinamento di acque in falda.

RISCHIO FRANE.Il movimento franoso, come documentato, riguarda il terreno da riporto posizionato a valle. La parte riguardante le vasche è invece stabile e non dà alcun segnale di movimento” scrive Ascoli Servizi che recentemente ha anche chiesto un parere al Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, a firma del Professor Enrico Miccadei in qualità di Responsabile Scientifico. “Il parere tecnico esclude la possibilità di frane” dice la società dei rifiuti che ha deciso di realizzare delle paratie inserite nel terreno per “eliminare ogni possibile speculazione sul rischio frana, un’ulteriore garanzia non richiesta ma che l’azienda ha voluto realizzare.”

IL CAPPING. “Il capping è presente in tre vasche, nelle vasche 4 e  5 è in fase di completamento. Si è dovuto attendere l’abbassamento naturale del terreno e l’approvazione definitiva del progetto stesso. Nella vasca 4 è quasi terminata la realizzazione, nella n. 5 invece, essendo ora in programma il recupero volumetrico, si è sospesa la realizzazione che verrà ultimata al termine dell’eventuale conferimento dei rifiuti come da prescrizioni dell’Arpam” scrivono ancora da Ascoli Servizi.

“NUOVA DISCARICA SPRECO DI DENARO PUBBLICO”.Quello che chiediamo alle istituzioni è di evitare valutazioni politiche quando invece dovrebbero parlare i tecnici” conclude il suo dossier Ascoli Servizi. “Evitiamo di creare un immaginario collettivo nei confronti di quello che invece potrebbe risolvere senza problemi ambientali, il trattamento e il recupero dei rifiuti della comunità della provincia di Ascoli Piceno”. Sul problema odori che affligge da tempo le comunità confinanti con la discarica di Relluce la ditta assicura che intende utilizzare “le migliori tecnologie a disposizione  per ridurre il problema, che di fatto già è diminuito dopo l’avviamento della raccolta differenziata porta a porta, su gran parte del territorio provinciale, che ha già raggiunto il 65%, eliminando quasi completamente il rifiuto organico dal secco non riciclabile destinato alla discarica.”

Poi la chiosa finale: “I sindaci devono comprendere che l’alternativa è costruire da zero una nuova discarica con tutti gli impianti, ovvero un polo tecnologico ambientale per il trattamento del ciclo integrato dei rifiuti. Una soluzione che porterebbe a un evidente spreco di denaro pubblico, dovendo sbancare un’area oggi neppure individuata.”


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