FERMO – Il giornalista Sandro Ruotolo ieri all’Auditorium San Filippo di Fermo dove, assieme al collega Piefrancesco Curzi ha partecipato all’incontro “Libia, il porto insicuro“, organizzato dal “Comitato 5 luglio” contro la discriminazione e il razzismo, con la proiezione del documentario “Dentro i lager libici” dello stesso Ruotolo, prima di lasciare la città marchigiana ha rivolto, via Facebook, un appello al sindaco di Fermo Paolo Calcinaro un appello che riportiamo di seguito.

La mia è una lettera aperta al sindaco e all’amministrazione comunale di Fermo, cittadina delle Marche: non fate cadere nell’oblio l’orrendo crimine razziale che si è consumato il pomeriggio del 5 luglio 2017 nella vostra città quando un ultrà uccise un migrante nigeriano di 36 anni.

Le future generazioni hanno il diritto di conoscere il passato e voi avete il dovere di conservare la memoria. Neanche una lapide ricorda Emmanuel Chidi Namdi ammazzato in via XX settembre mentre passeggiava con la sua compagna, Chenyere. L’assassino, Amedeo Mancini, accusato di omicidio preterintenzionale ha patteggiato la pena di 4 anni di reclusione e la sta scontando agli arresti domiciliari.

Emmanuel aveva reagito agli insulti alla sua compagna chiamata “scimmia africana”. Anche Chenyere era stata picchiata riportando escoriazione alle braccia e a una gamba. Sindaco di Fermo, non abbia paura di perdere consenso. Emmanuel non se l’era cercata. Era scappato dalle milizie di Boko Haram e per realizzarsi era approdato nella nostra terra. Restiamo umani. Non siate complici di chi fomenta odio e razzismo.

 


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