Foto, nell’articolo e in Gallery, di Milena Casciaroli

CASTIGNANO – La storica cantina di Castignano, una delle più importanti realtà del Piceno, ha presentato la sua nuova linea di vini biologici.

Presentazione avvenuta alle Cantine il 24 febbraio, in contrada San Venanzio a Castignano, con un buon pranzo a cura dello chef Daniele Citeroni dell’Osteria Ophis di Offida e del suo staff. Presente anche il primo cittadino Fabio Polini.

Quattro nuove etichette andranno ad ampliare l’offerta dei prodotti della cantina: Offida Pecorino Docg, Offida Passerina Docg, Rosso Piceno Doc, Rosso Piceno Superiore Doc. L’uscita in commercio è prevista per il primo marzo di quest’anno.

Quattro vini, prodotti da uve ‘auctone’ e selezionate, che andranno a posizionarsi nella fascia più alta della gamma. Conclusione di un lungo percorso in un cui un team di professionisti, interni ed esterni alla cantina, ha lavorato con passione. Arte e vino uniti in maniera decisamente originale.

A prendere la parola è stato il presidente Omar Traini: “Nei nostri vigneti comincia la nostra nuova storia: una nuova linea di vini biologici che segna il definitivo ricongiungimento con il passato e rafforza il legame con la storia del territorio. Progetto ispirato ai primordiali segni del più remoto alfabeto italico incisi sulla stele di Castignano. Vogliamo mantenere vivo lo scopo della nostra cooperativa che intende valorizzare al meglio le produzioni agricole dei nostri soci, come stabilito nello Statuto, offrendo nel contempo ai clienti prodotti di elevata quantità”.

Perché è stato scelto il biologico? Spiegazione affidata agli enologi Pierluigi Lorenzetti e Andrea Gasparroni: “La Cantina ha già da diversi anni intrapreso una coltivazione diretta in alcuni ettari di vigneto di proprietà a conduzione biologica con ottimi risultati qualitativi. Questo vigneto viene utilizzato non solo come mera resa produttiva di uve necessarie alla trasformazione ma anche come fonte di studio e di analisi dei migliori processi tecnologici da attuare in vigna. La scelta di creare una linea biologica è nata prevalentemente dall’incontro delle esigenze di produttori e consumatori. Se da una parte, infatti, molti soci hanno creduto al progetto della coltivazione biologica, dall’altra il cliente finale si è rivelato sempre più consapevole di ciò che consuma prestando maggior attenzione alle certificazioni qualitative dei prodotti”.

Valentina Benigni, responsabile commerciale, spiega la scelta dell’alfabeto arcaico protosabellico nelle nuove quattro etichette: “Ci siamo ispirati alla storia e cultura di Castignano. Qui c’è uno dei più importanti reperti archeologici italici, un’antichissima stele su cui è inciso il più remoto alfabeto italico fino a questo momento mai ritrovato. Un masso di tufo a forma di un cippo rozzamente piramidale tronco, a quattro facce, alta oltre un metro e probabilmente risalente al VI/VII secolo a.c. e recante una misteriosa iscrizione. Con l’utilizzo di queste arcaiche lettere dell’alfabeto per la realizzazione delle etichette, si sono voluti collegare i vini al territorio di appartenenza e alla sua storia”.

Per la comunicazione e il marketing, scelta la danza aerea per ‘comunicare il vino’ attraverso un progetto video e fotografico. Protagonista dello spot è la danzatrice castignanese Giulia Silvestri. Con il suo corpo gioca con la natura, sfidando la gravità e liberando i suoi movimenti lasciandosi trasportare dalle sensazioni evocate dalla vigna sotto di lei: “Contenta ed emozionata per aver fatto parte del progetto” le sue parole.

Hanno dato il suo prezioso contributo anche il fotografo Riccardo Piccioni (“Abbiamo voluto valorizzare il territorio, spero di aver dato le giuste emozioni con i miei scatti”) e la grafica Daniela Pazzaglia (“E’ stato un bel viaggio e ringrazio l’azienda, eseguito un lavoro in comunità per valorizzare prodotti del territorio e affrontare la concorrenza all’altezza”).

I presenti al pranzo, e i loro palati, hanno apprezzato i quattro nuovi vini accompagnati dai piatti curati magistralmente dallo chef Daniele Citeroni. Ecco il menù proposto: antipasto di benvenuto con il cracker di nonna, i piedini ripassati accompagnati dalla Passerina spumante brut Terre di Offida Doc; antipasti con l’insolita russa (con Offida Passerina Docg 2018) e broccolo, cavolfiore e broccoletti (con Offida Pecorino Docg 2018); primo con il risotto cacio e pepe di Carnevale (con Rosso Piceno Doc 2018); secondo con …come una porchetta (con Rosso Piceno Superiore Doc 2017); infine spazio al dolce con il Coppo di Castignano accompagnato dallo spumante moscato dolce Notturno.

A parlare per ultimo, ma non per importanza, è appunto lo chef Daniele Citeroni: “Felice per aver dato il mio contributo alla nuova linea biologica anche se sono di Offida (n.d.r. scherza), da sempre sono comunque sostenitore del ‘non confine’ “.


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