ASCOLI PICENO – Di seguito un comunicato stampa della Uil Ascoli Piceno.

“Il 28% dei contribuenti marchigiani dichiara meno di 10mila euro annui, con un reddito imponibile medio di 4.971 euro, importo al di sopra di quello medio nazionale (4.707). Secondo uno studio del Servizio Politiche Territoriali della Uil, la provincia marchigiana con la maggiore incidenza percentuale sul totale dei contribuenti con reddito fino a 10mila euro è Ascoli Piceno con il 31.8% (con 47.454 persone), Fermo con il 30.7%; Pesaro Urbino con il 28.1%, Macerata con il 28,7%, e Ancona, con il 25% (pari 86.022 persone in termini assoluti la provincia con più interessati).

La provincia ascolana è quella il reddito più basso tra quelli dichiarati.

La Uil ha da sempre rivendicato una misura contro la povertà dilagante, e favorire l’inserimento lavorativo. Tuttavia, se da una parte il sussidio introdotto dal Governo risponde parzialmente alle due esigenze, è anche vero che con gli stessi redditi dichiarati si penalizzano vistosamente i lavoratori dipendenti e quelli autonomi, che invece pagano le tasse così.

Secondo lo studio della Uil il lavoratore dipendente avrà il 5,7% in meno di reddito disponibile rispetto al beneficiario del reddito di cittadinanza, mentre chi ha la partita Iva il 5% in meno.  È evidente la necessità di una contestuale riforma fiscale che rispetti il principio costituzionale di progressività, nonché di innalzare la soglia di no tax area fino a 9.360 euro affinché chi guadagna lo stesso importo del reddito di cittadinanza abbia la stessa imposizione fiscale e le misure governative acquistino l’equità economica e sociale auspicata.

Infine vista platea potenziale di richiedenti, occorre che le istituzioni valutino i rischi dovuti all’impatto della stessa su una macchina amministrativa falcidiata negli anni dai tagli verticali di personale e del turnover, che potrebbe fare grande fatica a rispettare tempistiche ed esigenze imposte dal reddito di cittadinanza, privando di fatto la misura della propria efficacia. Non è il Reddito di Cittadinanza che farà aumentare i salari, conclude servono politiche di investimento per rilanciare l’economia oggi stagnante e la riduzione del lavoro e del fisco. Solo così si creeranno gli spazi per rivendicare aumenti reali dei salari”.


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