ASCOLI PICENO – A due mesi dall’elezioni amministrative che segneranno la fine del suo secondo mandato, il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha presentato il rendiconto di questi dieci anni alla guida del capoluogo piceno; stampato anche un libro dal titolo “Tutto quello che conta” in cui il primo cittadino racconta tutte le azioni svolte dalle sue amministrazioni ed in cui illustra i risultati ottenuti.

A moderare l’incontro, in una gremita Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani, era presente il giornalista de La7 Andrea Pancani: “Non siamo abituati ai rendiconti in questo paese, mi vengono in mente due cose: la prima è stata passando dalla Salaria venendo da Roma, ci stringe il cuore vedere l’Italia ferita dal sisma, è terribile quello che si vede e viene spontaneo chiedersi come sia possibile che ancora non sia stato fatto niente. Parlare della ricostruzione in tv non paga, interessa solo le popolazioni colpite, purtroppo su questo l’informazione è latente”.

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“La seconda cosa che mi viene in mente – prosegue Pancani – è la teoria dei 12 passi citata da Castelli, straordinaria nella sua semplicità: basta che un sindaco faccia 12 passi per essere subito affrontato da qualche cittadino che riporta qualche problematica. Una delle maggiori criticità del nostro paese è che la politica non riesce a risolvere i problemi; il sindaco può incidere ma è imbrigliato da mille ostacoli. Il cuore del nostro paese sono le comunità che fanno coesione ma che hanno subito un grande attacco, cosa che si sente ancora di più nei piccoli centri”.

“Siamo riusciti a sistemare i conti dopo la gelata di questi ultimi dieci anni – afferma Guido Castelli –nonostante abbiamo perso 10 milioni su un bilancio di 60; ricordo che quando sono arrivato c’erano 508 dipendenti, adesso a causa del blocco del turn over ce ne sono 386. Abbiamo riorganizzato la macchina comunale cercando di evitare gli sprechi”.

“Lasciamo il progetto di rigenerazione di Monticelli – continua il sindaco di Ascoli – stanno iniziando i lavori di una new town grazie al finanziamento da 18 milioni di euro che siamo riusciti a vincere; c’è inoltre un progetto da 6 milioni per il rilancio del centro storico. Lasceremo inoltre il progetto Ascoli 21 di rigenerazione urbana del sito Ex Sgl Carbon, che porterà alla riqualificazione di 14 ettari per creare il più grande parco urbano della regione, con piste ciclabili ed edilizia senza intervento pubblico”.

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“Ricordo che appena arrivati c’era diffidenza nei nostri confronti – racconta Castelli – Il primo intervento per vincere questa diffidenza fu l’intervento per realizzare il Polo universitario, finalmente realizzato. In 5 anni siamo riusciti a dare a questa città un nuovo Piano Regolatore, fermo dal 1974. Siamo riusciti ad aumentare drasticamente la raccolta differenziata. Abbiamo puntato sulla cultura che considero lo strumento per collegare Ascoli al resto del mondo”.

“Il secondo mandato è stato fortemente condizionato dal terremoto – ricorda il primo cittadino – Ci ha cambiato la vita. Cerchiamo di rimuoverlo ma abbiamo avuto 110 dipendenti senza più una postazione di lavoro e duemila edifici inagibili. Abbiamo puntato sulla videosorveglianza per avere maggiore sicurezza; abbiamo ristrutturato l’illuminazione pubblica, con più interventi a volte non impeccabili ma hanno portato ad un risparmio di 500 mila euro in bolletta e meno inquinamento”.

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Questo volume mi è stato ispirato da un sindaco inglese – conclude Castelli – dove è prassi scrivere un rendiconto di quello che si è fatto e si fotografa come si lascia la città; presenta Ascoli con i suoi conti e la sua situazione, fa vedere come il governante restituisce la città che ha avuto in prestito. Per questa da sindaco è stata un’esperienza antropologica, da sindaco capisci la vita e ti ridimensioni. La vita è fatta di persone straordinarie e di lestofanti, ho conosciuto entrambi, così come ho conosciuto persone povere che si vergognavano a dirlo e persone che fingevano di esserle per avere qualcosa che non gli spettava. Sono contento di aver conosciuto bene la grande macchina comunale in cui ci sono dirigenti bravi e qualche fanfarone. In questi anni abbiamo avuto anche casi di cronaca gravi ma lo Stato ha retto: ad Ascoli abbiamo rappresentanti pubblici eccezionali, sono stati il dodicesimo uomo in campo”.


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