ASCOLI PICENO – Continuano le polemiche sulla realizzazione della pista ciclabile nel centro di Ascoli Piceno; a dire la sua è l’associazione “Amici della Bicicletta” che reputa inutile e mal progettato il tratto che unirà viale Indipendenza con viale della Repubblica e critica la gestione generale delle ciclabili nel territorio del capoluogo piceno.

“Gli Amici della Bicicletta di Ascoli Piceno – affermano Stefano Farina e Enzo Impiccini – sentono il dovere di inserirsi nella polemica innescata dai lavori di costruzione della ciclabile di viale Indipendenza con la realizzazione dei numerosi dossi che hanno provocato le giuste lamentele da parte dagli automobilisti. Proteste che hanno portato alla demolizione immediata di uno dei dossi, quello davanti l’Istituto Industriale, ma che lascia irrisolto il problema sia per gli automobilisti che per i ciclisti. Come AdbAscoli ci siamo già espressi sugli errori di un tracciato come quello approvato ed in corso di realizzazione da parte dei tecnici del comune ma vogliamo ribadire che stanno costruendo un pezzo ciclopedonale che non inviterà nessun ciclista a percorrerlo, considerando che deve attraversare per ben 6 volte la strada da sinistra a destra e viceversa”.

“Ci arroghiamo il diritto di dire che siamo i massimi esperti di mobilità ciclistica – proseguono i membri degli Amici della Bicicletta – e che non siamo mai stati contattati sui possibili percorsi alternativi per arrivare al ponte di San Filippo e quindi a Monticelli. Eppure di percorsi diversi e della loro economicità e praticità abbiamo cercato di informarli senza risultato; visto che il sottopasso ferroviario non potrà mai accogliere una ciclabile basta bypassarlo. Una soluzione sarebbe continuare la ciclabile che scende da viale Indipendenza affianco della camera di commercio fino alla rotatoria per poi percorrere via Cola d’Amatrice fino al Conad e quindi servirsi del sottopassaggio ferroviario a sinistra che ci porterebbe vicinissimi al ponte di San Filippo”.

Un’altra soluzione possibile? – continuano Farina e Impiccini – Al semaforo che incrocia via Marini e via Murri la ciclabile potrebbe girare a sinistra per poi inoltrarsi nel quartiere Pennile di Sotto e, percorrendo le sue strade interne, arrivare dentro l’Istituto Agrario e girare poi verso il ponte di San Filippo. Un’alternativa ancora più economica? Servirsi della Circonvallazione passando per lo stadio; un’arteria pensata alla fine degli anni ’60 estremamente sovradimensionata per il traffico. Si potrebbero addirittura tracciare due ciclabili sia verso est che verso ovest. Stiamo parlando di progetti che collegherebbero la città con il quartiere di Monticelli e quindi con Colli del Tronto per arrivare alla costa”.

“Dal ponte di San Filippo a Monticelli non ci sono però progetti né finanziamenti – concludono i membri dell’associazione – per collegarsi con la ciclabile del Tronto che attraversa questo quartiere e che termina, al momento, al Villaggio del Fanciullo. Il sindaco ripete dal 2009 che tra poco arriveremo al mare, no ribadiamo: passando dove? Spendendo quanto? Anche in questo caso le idee vengono cambiate in continuazione. Ed un altro discorso riguarda la ciclabilità cittadina molto più importante di quella sportiva; Ascoli non ha diramazioni nei quartieri, non ha zone 30, non ha il senso unico eccetto bici, non ha postazioni avanzate ai semafori, non permette alle bici di percorrere le corsie degli autobus cittadini, non incentiva chi va al lavoro in bici né chi compra una bici elettrica. Tutto ciò rappresenta il futuro e parecchi comuni le stanno realizzando ma non Ascoli che naviga ancora nel passato”.


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