ASCOLI PICENO – Dopo i 5.8 milioni di euro per la crisi idrica immediatamente successiva gli eventi sismici del 2016, arrivano nel territorio piceno altri 27 milioni di euro per la ricostruzione dell’acquedotto di Capodacqua (e del gruppo sorgentizio del “Pescara”). Sarà il primo acquedotto antisismico mai costruito in Italia. 

Questa mattina, in una conferenza stampa tenutasi nella sede del Movimento cinque Stelle, in Via del Trivio, 58, il candidato sindaco Massimo Tamburri, ha ricordato: “Il nostro è un territorio escluso dagli investimenti, grazie ai veti e agli impedimenti posti dal Pd a livello locale e regionale, ma anche dal centro destra che finora ha governato la città. Manca un Ateneo Universitario ascolano, manca un Conservatorio musicale, manca il riconoscimento della città all’interno dei beni tutelati dall’Unesco. Mancano tante cose che Ascoli meriterebbe di avere, non da ultimo una rete idrica adeguata alla popolazione e al suo flusso turistico dopo i gravi danni provocati dal sisma del 2016 agli acquedotti che approvvigionano di acqua, bene primario, la città e l’intera provincia”.

Ha proseguito Tamburri: “Ebbene grazie a noi del Movimento Cinque Stelle e al progetto elaborato dall’Ente gestore della rete idrica Ciip, il Ministro Toninelli ha approvato un finanziamento pari a 27 milioni di euro”.

E’ di questi giorni la notizia, infatti che a palazzo Chigi è stato firmato il decreto proposto dal Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, di adozione del primo stralcio di 260 milioni di euro del più ampio piano nazionale, finanziato dalla legge di bilancio 2019 con 1 miliardo di euro complessivi.

Grazie ai 27 milioni di euro riservati al territorio piceno, verranno costruite importanti interconnessioni idriche e ripristinati acquedotti danneggiati dai terremoti, come quello che serve le province di Ascoli Piceno e Fermo. Il Movimento Cinque Stelle reclama quindi fra gli obiettivi programmatici raggiunti, anche lo sblocco dei fondi per il rifacimento dell’acquedotto del tratto compreso tra Capodacqua di Arquata del Tronto e Borgo di Arquata, gravemente compromesso dal terremoto.

Grazie a questi fondi sarà costruito il primo acquedotto antisismico d’Italia che servirà  300 mila abitanti, grazie anche al Ciip e al Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, Erasmo D’Angelis. Interventi che si sommano, appunto, ai 5 milioni e 800 mila euro precedenti, per azioni a Castel Trosino, ad Ascoli e San Benedetto, in merito alla crisi idrica che ha colpito il Piceno dopo gli eventi sismici del 2016 che hanno modificato i flussi idrici verso l’Umbria.

Intervenuti questa mattina in sede di presentazione del progetto anche Giacomo Manni (capogruppo del consiglio comunale di Ascoli per il Movimento Cinque Stelle) che ha ribadito “il fallimento delle amministrazioni locali e regionali nella soluzione della crisi idrica” e Peppe Giorgini (consigliere regionale pentastellato).

Giorgini in particolare ha precisato: “Ringraziamo gli ingegneri del Ciip perché avevano già un progetto pronto e grazie a questo sono stati stanziati i fondi necessari. Un ringraziamento va al Presidente dell’Ente Gestore, Alati perché sta facendo le cose per bene. Le condutture di Capodacqua sono sospese nel vuoto e potrebbero crollare da un momento all’altro (vedi foto). Su 415 manufatti idrici del territorio deputati al trasporto dell’acqua, ben 300 sono danneggiati. Ora Ascoli e provincia hanno un approvvigionamento idrico pari a 600 litri al secondo, ma il livello ottimale è di circa 1.300 litri al secondo. Le risorse d’emergenza che provengono da Castel Trosino (circa 50 litri al secondo), non sono più sufficienti e non lo saranno quando arriveranno i turisti sia in inverno che in estate. Con la riparazione dell’acquedotto di Capodacqua, che diventerà un acquedotto antisismico, la fornitura di acqua per il territorio arriverà almeno a 650-700 litri al secondo. Poi si dovranno cercare anche altre sorgenti utili, anche al confine con l’Umbria”.


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