SPINETOLI – Niente Cinque Stelle sulla scheda elettorale per le amministrative di Spinetoli (dove lo scontro potrebbe essere tra il sindaco uscente Alessandro Luciani e l’ex primo cittadino Emidio Mandozzi a capo di una lista trasversale: ne riparleremo). La notizia dell’assenza dei pentastellati fa rumore perché proprio a Spinetoli, cinque anni fa, Tonino Silvestri ottenne un notevole 20% dei consensi. Stavolta però la storica figura legata alla nascita dei 5 Stelle piceni ha deciso di non candidarsi, anche se rimane un iscritto al Movimento.

Le motivazioni sarebbero diverse ma prima fra tutte vi sarebbe una scarsa adesione alla lista elettorale da parte di potenziali candidati. Un dato che tuttavia non va isolato: così come a Spinetoli le elezioni amministrative 2019 si segnalano per l’assenza dei grillini da moltissimi comuni piceni chiamati al rinnovo dei consigli comunali e soprattutto per un importante passo indietro rispetto alle competizioni precedenti.

Insomma: non una crescita ma un regresso, il che è stridente con quanto avvenuto fino ad un anno fa.

Era il 2011 quando a San Benedetto il M5S riuscì ad ottenere il 5% ed ottenere un seggio, occupato inizialmente dalla candidata sindaco Maria Rosa Ferritto.

Ballottaggio: Gaspari 45 Gabrielli 29,8. Poi Calvaresi 10,8 Ferritto 5,1

Poco dopo alle politiche del 2013 il Movimento ottenne più del 25% dei voti, e un anno dopo a San Benedetto arrivò una nidiata di nuovi consiglieri comunali pentastellati: tra gli altri, Manni e Tamburri ad Ascoli, Bochicchio a Castel di Lama, Luzi a Monsampolo, Di Ovidio a Folignano, Silvestri a Spinetoli, Mandozzi ad Offida, Rupilli a Monteprandone, già nel 2013 Crimella a Grottammare.

Nel 2018 il Movimento Cinque Stelle conquista il governo nazionale superando il 30%, e nel Piceno mette a segno il primo colpo vincente con Bochicchio a Castel di Lama. Nel frattempo a San Benedetto, che aveva aperto le danze nella scalata pentastellata provinciale, le elezioni 2016 non vedono la partecipazione dei grillini nonostante candidatura del sindaco e dei consiglieri fossero pronte, a causa della mancata concessione del simbolo da parte dello staff nazionale.

Una disavventura che sembrava accidentale e dovuta ai contrasti interni del M5S sambenedettese, anche perché le elezioni 2018 hanno consentito di eleggere ben tre parlamentari piceni del M5S: il senatore Giorgio Fede e i deputati Roberto Cataldi e Rachele Silvestri (ai quali si aggiunge, sempre per l’attuale maggioranza, la leghista Giorgia Latini).

Una situazione di superiorità schiacciante che però, ad appena un anno di distanza dall’affermazione di Castel di Lama e dal 4 marzo 2018, sta impetuosamente involvendo.

Il M5S si presenterà con il proprio simbolo solo ad Ascoli, con il candidato Tamburri, consigliere uscente, e a Folignano, con Di Ovidio. Assente a Monteprandone (un anno fa prese il 46%), a Spinetoli (già detto), ad Offida (nonostante gli appelli), e persino a Cupra Marittima dove in questi anni, nonostante non fosse presente in consiglio comunale, gli attivisti avevano condotto una opposizione serrata al sindaco D’Annibali. A Monteprandone gli attivisti appoggiano la candidatura civica di Giobbi, a Spinetoli verranno indicati alcuni punti programmatici affinché i sindaci candidati li facciano propri.

Resta da capire se quanto sta avvenendo tra la base del Movimento Cinque Stelle è un segnale di crisi dopo gli apici raggiunti nel 2018 o soltanto una riorganizzazione o una centralizzazione che gli impegni governativi impongono alla struttura pensata da Grillo e Casaleggio.


Copyright © 2019 Riviera Oggi, riproduzione riservata.