ASCOLI PICENO – Orlando Ruggieri a Monteprandone, Emidio Mandozzi a Spinetoli. E Piero Celani ad Ascoli. Insomma: le elezioni amministrative 2019 nel Piceno si segnalano oltre che per l’improvvisa rarefazione dei Cinque Stelle (clicca qui) anche per la riproposizione di sindaci che hanno già governato tra gli Anni Novanta e Duemila.

Piero Celani, diventa sindaco di Ascoli per la prima volta nel giugno del 1999, quando ottiene oltre il 52% delle preferenze, confermato dal 50% delle elezioni successive. Stavolta ci riprova, dopo un percorso condito da altre vittorie elettorali (nel 2009 diventa presidente della provincia, nel 2015 consigliere regionale, sempre con Forza Italia) e una rottura con il “tavolo nazionale” che ha indicato per Ascoli il giovane Marco Fioravanti di Fratelli d’Italia, già presidente del Consiglio Comunale di Ascoli.

Orlando Ruggieri, già sindaco dal 1994 al 1995, viene poi eletto con il nuovo sistema dell’indicazione diretta nel 1995 e confermato nel 1999. Avrà anche fortuna come parlamentare, eletto ne La Margherita di Rutelli (in passato era stato iscritto al Partito Comunista e aderente a Rifondazione Comunista), quindi già nel 2009 ipotizza una sua ricandidatura che viene però stoppata dall’astro nascente Stefano Stracci. Resta comunque nel Pd e diventa un ardente renziano ed oggi, cessato il decennio di Stracci, riprova a diventare sindaco di Monteprandone.

Emidio Mandozzi, fu eletto a Monteprandone con il Pds nel 1994 e confermato con uno strepitoso 84% nel 1999. Tentò poi di essere eletto presidente della provincia nel 2009 ma la sua strada fu interrotta proprio da Celani (e da una sinistra spaccata a causa degli attriti con Massimo Rossi). Da allora la sua avventura politica sembrava arenata ma al momento è pronto a sfidare il sindaco in carica Alessandro Luciani come unico sfidante, considerando l’assenza dei Cinque Stelle e una probabile convergenza di pezzi di rappresentanti dell’area moderata verso di lui (bisognerà vedere se lo seguiranno anche gli elettori, ma questo è un altro conto).

Insomma: siamo nel 2019 ma sembra si essere al 1999, quando tutti e tre i personaggi sopraelencati ottennero la vittoria elettorale. Una tendenza che in questi ultimi anni è stata tentata con alterni risultati anche a Monsampolo (Nazzareno Tacconi si ricandidò vincendo già nel 2009), a Cupra Marittima (Giuseppe Torquati perse contro D’Annibali al secondo mandato) fino al clamoroso epilogo di Paolo Perazzoli a San Benedetto, il quale, dopo il 46% raccolto al primo turno, ha perso il secondo. Senza dimenticare i casi di Lucio Porrà a Montefiore dell’Aso o Raffaele Tassotti a Montemonaco.

Se quanto sta avvenendo è un segnale di vitalità di una generazione politica o di debolezza di quella successiva, lo decideranno i cittadini il prossimo 26 maggio.

 


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