ASCOLI PICENO – Il Movimento 5 Stelle ascolano presenta il suo eventuale assessore alle Politiche Sociali, la psicologa e psicoterapeuta Federica Felicetti, che ha esposto quali sarebbero le sue eventuali iniziative, prima fra tutte l’istituzione di centri di quartiere con un ambulatorio medico e non solo.

“Presentiamo un altro dei nostri assessori – afferma il candidato sindaco del Movimento Massimo Tamburri – anche se non li presenteremo tutti, alcuni avremo modo di scegliergli dopo le elezioni offrendo posti sicuri. Sono felice di presentare Federica, ci è piaciuta sia per le sue competenze accademiche e sociali, ma anche per attività collaterali che fa con Picenum Tour come la Magnalonga. Il suo sarà un lavoro multidisciplinare, collaborando con chi si occupa di cultura, sport e sanità. E’ importante l’attività integrata anche per risparmiare sui costi, stando negli stessi luoghi si generano relazioni sociali importanti. Non so neanche se è simpatizzante del Movimento, per noi contano di più le competenze. I nostri assessori non sono in lotta per i voti come gli altri, tra di noi c’è un’atmosfera piacevole collaborativa, il nostro è un mondo diverso”.

“Sono laureata alla Sapienza in psicologia e specializzata in psicoterapeuta cognitivo-comportamentale – le parole dell’assessore in pectore Federica Felicetti – Sono molto contenta di essere stata inserita in questa squadra di professionisti, sono rimasta entusiasta dal programma e di come si muove il Movimento, lo abbiamo fatto in sinergia con gli altri assessori e candidati di varie professioni, mi è piaciuto il fare gruppo, il discutere e il confrontarsi. Uno dei nostri obiettivi è riattivare i quartieri della città con i centri di quartieri con tanti servizi, uno di questi sarà l’ambulatorio di quartiere, con un equipe formata da medici, infermieri, psicologi e assistenti sociali. Vogliamo promuovere sani stili di vita e la prevenzione contro le nuove dipendenze come internet e gioco d’azzardo, dando un supporto anche alle famiglie.

“Vogliamo occuparci di disabilità infantile – continua Federica Felicetti – soprattutto sullo spettro autistico è importante dare servizi. Un’altra questione a cui pensiamo è sui bimbi con deficit dell’apprendimento, vorremmo intervenire in maniera precoce. Lavoreremo per dare un sostegno didattico, spesso lavorano entrambi i genitori e c’è un problema logistico per aiutare i figli nei compiti, vogliamo offrire un sostegno gratuito in orari extra scolastiche. Questi centri di quartiere fungeranno anche come centri d’ascolto per ascoltare le esigenze dei cittadini, vogliamo creare una rete e fare agire tutti, ogni centro non andrà da sé ma lavorerà in collaborazione con gli altri. Interventi contro la povertà? Vedremo gli effetti del reddito di cittadinanza da poco introdotto, rimoduleremo le risorse in base ai risultati ottenuti da questo nuovo strumento. Abbiamo pensato anche ad un banca del tempo, ci sono persone che hanno tempo da mettere a disposizione, cercheremo di valorizzarlo”.

“Vogliamo concentrare tutto nei centri di quartieri – gli fa eco Tamburri – partendo da quello che c’è già e allargandole aggiungendo servizi, anche con associazioni di volontariato. Speriamo si stimoli una sana competizione tra queste case di quartiere, sarebbe una risposta anche al degrado, vivere la propria via serve anche a preservarla. Frequentandosi la gente si conosce, ad Ascoli c’è il problema dell’isolamento, bisogna riportare una presenza fisica del comune. Non parliamo di investimenti alti ma di una organizzazione precisa, non sarà un’iniziativa che fa clamore ma riguarda la vita di tuti i giorni e tutti i cittadini. Alcuni dipendenti comunali saranno a disposizione dei cittadini in queste case di quartiere, ascolteranno le loro problematiche e cercheranno di risolverle”

“In questi 5 anni abbiamo notato un grande amore dei cittadini per la città e per il proprio quartiere – dice il consigliere comunale Giacomo Manni – La Quintana è l’esempio clou; la comunità ascolana è molto creativa con voglia di fare e di aiutare gli altri. Abbiamo però notato che per colpa delle amministrazioni Celani e Castelli in questi ultimi vent’anni c’è stata una mancanza di ascolto, un menefreghismo di mettere in rete; alcune associazioni sono state ascoltate, altre meno: adesso basta, questo finirà”.

“Ascoli deve tornare ad essere il capoluogo di provincia e questo passa anche dal superare questi favoritismi – continua Manni – ogni persona che voglia mettersi in gioco è benvoluta. In comune ci sono tanti dipendenti che vogliono fare ma per logiche politiche non sono valorizzati. Investiremo le risorse per non lasciare indietro nessuno, invece di dare 50mila euro a L’Altra Italia preferiremo investire quei soldi nel sociale e non in eventi che hanno zero impatto a livello promozionale. Le case di quartiere serviranno anche per portare iniziative nei quartieri e non solo nel centro storico, valorizzando tutti gli aspetti della città”.


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